Il Tirreno

Empoli

Collaborò con Mike Bongiorno per “Rischiatutto”

Il talento di Micheli

Luciano Gianfranceschi
Giovanni Micheli
◗
Giovanni Micheli

Filatelico, enigmista e giornalista

2 MINUTI DI LETTURA





 CERRETO GUIDI. Che è stato Giovanni Micheli, il primo vincitore del "Rischiatutto" - il gioco a quiz di Mike Buongiorno che spopolava nella televisione in bianco/nero all'inizio degli anni Settanta - è tuttora verificabile su Internet. Ma che abbia anche contribuito a ideare quella trasmissione di successo, è un aspetto misconosciuto.  Andiamo per ordine. La sua materia era la filatelìa, di cui era uno dei massimi esperti nazionali. Non vinse però gettoni d'oro... perché partecipò al numero zero della trasmissione, una prova, trasmessa il 5 febbraio 1970. La puntata "vera" si svolse poi la settimana successiva, i concorrenti erano i medesimi, tuttavia Micheli non riuscì a bissare il successo, che stavolta avrebbe significato un premio in gettoni d'oro.  «Ma Giovanni, autore anche di enigmistica e giochi affini, non era soltanto un concorrente di filatelìa - rivela Giulio Brunner, fiorentino, all'epoca direttore editoriale alla Tedeschi editore (Nuova Enigmistica Tascabile, tuttora in edicola, alla quale collaborava anche Micheli) - perché ha coadiuvato Mike Bongiorno alla messa a punto della trasmissione a quiz».  E ricorda: «Mike, con la giacchettina con i peneri, venne a Firenze a trovare l'editore, il prof. Corrado Tedeschi, chiedendo di fornirgli domande e risposte per alcune materie delle prime puntate del Rischiatutto. Le ho preparate io, insieme a un altro collaboratore, Bulgarelli. Successivamente Mike chiese anche un concorrente, e indicammo l'esperto Giovanni Micheli per la filatelìa. Il presentatore promise un certo compenso, per il nostro apporto a domande e risposte, ma non s'è mai vista una lira, né una citazione nei titoli di coda».  Invece a Micheli andò meglio, pur se dovette aspettare un bel po'. Anche perché, prima d'andare in trasmissione - confermano in famiglia la moglie Franca e il figlio Paolo - Giovanni s'era incontrato una ventina di volte con Mike negli studi televisivi per mettere a punto anche il meccanismo del gioco, che avrebbe determinato appunto qualche "rischio", appassionante pure per gli spettatori. Inoltre Micheli preparò anche moltissime domande e risposte, utilizzate successivamente per altri concorrenti. Dimodoché, come consulente della trasmissione, Mike Buongiorno lo ricompensò, e bene: infatti Giovanni cambiò casa. In quella nuova allestì una mansarda/studio per dedicarsi sempre più ai passatempi enigmistici, e alla filatelìa. Come lavoro era impiegato al Comune, dal 1962 era giornalista. Indimenticabile anche il suo tipico intercale, "È vero o no?".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web