Sicurezza
Alla vigilia del voto gli amministratori hanno piazzato dei falsi fusti radiattivi davanti al castello dei Conti Guidi
Montalbano e Padule si ribellano al nucleare
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Gli amministratori sul piede di guerra contro il nucleare I sindaci: «Piano del Sogin per riversare qui le scorie: votate Sì al referendum»
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VINCI. Un deposito di scorie nucleari radioattive e pericolose per centinaia di migliaia di anni sul Montalbano? «No grazie», è la risposta unanime pronunciata dai sindaci dei comuni che fanno parte del sito candidato a divenire patrimonio dell'umanità Unesco, le colline di Leonardo. Ma anche candidato suo malgrado a divenire, sembra, insieme al Padule di Fucecchio, sede di un mega deposito di scorie radioattive, rifiuti molto speciali provenienti da quelle che potrebbero essere le centrali italiane dopo il via libera all'atomo da parte del parlamento. Chi lo ha detto? «Il Montalbano ed il Padule di Fucecchio - ha affermato Dario Parrini sindaco di Vinci e coordinatore dei comuni del Patto del Montalbano - erano stati inseriti dalla Sogin in una delle prime versioni del piano per l'allocazione delle scorie radioattive come siti per la ricezione e lo stoccaggio di questo tipo di materiale. È inaccettabile e non condividiamo per niente tale scelta; oltretutto queste proposte colpiscono per l'estrema superficialità dimostrata dall'agenzia incaricata di individuare i siti adatti al deposito di scorie radioattive, e si contraddistinguono per l'essere praticamente stime campate in aria». Alla conferenza stampa organizzata per ribadire la contrarietà al nucleare e sensibilizzare l'opinione pubblica esortando la gente a recarsi alle urne e votare Sì al referendum di domani e lunedì, indetta dal comitato contro il nucleare dell'Empolese Valdelsa in uno dei luoghi più suggestivi del Montalbano, la piazza antistante il castello dei Conti Guidi a Vinci, dove troneggiavano alcuni fusti radiattivi, falsi ma inquietanti, erano presenti i sindaci di Lamporecchio Giuseppe Chiaramonte, quello di Cerreto Guidi Carlo Tempesti, il sindaco di Monsummano Terme Rinaldo Vanni, il sindaco di Vinci e gli assessori all'ambiente di Quarrata e di Vinci, oltre ai rappresentanti di Legambiente e di Ecodem. Breve intervento anche del sindaco di Larciano Antonio Pappalardo, che ha presenziato poi alla conferenza stampa concomitante sullo stesso tema indetta nell'area del Padule, a Castelmartini; l'area del Padule addirittura sembra in pole position per ospitare i 300 ettari di terreno necessari per allestire la discarica radioattiva. «Il comitato contro il nucleare della nostra zona è nato circa due mesi fa - ha affermato Fabio Barsottini - e da allora è impegnato nel far comprendere a tutti che tornare al nucleare in Italia, quando tutti i paesi europei stanni ripensando alle loro scelte dopo il disastro di Fukushima, sarebbe una scelta assolutamente miope e sbagliata, oltre che costosa e soprattutto rischiosa». Grande apprensione e preoccupazione dunque per l'esito della consultazione referendaria. «Speriamo che la gente si rechi alle urne, voti si per abolire la legge sul ritorno all'atomo, e il quorum sia raggiunto, - hanno affermato in coro tutti i presenti - altrimenti da lunedì dovremo cominciare a preoccuparci molto, per mettere in campo azioni utili per scongiurare il pericolo della realizzazione di un deposito di scorie in quest'area». Le scorie provenienti dall'uso del combustibile nelle centrali nucleari, l'uranio in prevalenza, restano radioattive per decine, centinaia di migliaia di anni. Oggi nel mondo quelle che in molti definiscono "bombe sporche" spesso trovano collocazione temporanea nei pressi delle centrali, in attesa di una collocazione definitiva. Per ora nessuno è riuscito a trovare un deposito sicuro e permanente, anche se il primo lo stanno costruendo i francesi. Costerà 15 miliardi di euro. Nel caso del Montalbano l'area che potrebbe occupare un deposito sotterraneo di scorie corrisponderebbe - come affermato dai sindaci presenti - alla superficie di circa 600 campi di calcio.
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