Il Tirreno

Empoli

Legati e rapinati dal commando

Francesco Turchi
A destra la refurtiva recuperata dai carabinieri e il capitano Giuseppe Pontillo
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A destra la refurtiva recuperata dai carabinieri e il capitano Giuseppe Pontillo

In 5 armati sequestrano nove persone: due arresti, recuperata la refurtiva

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 CERRETO GUIDI.Un assalto da film, messo in atto da un commando armato. Notte di terrore a Stabbia dove cinque uomini hanno fatto irruzione in una casa. Hanno legato le mani a nove persone, poi hanno rubato telefonini, orologi, computer e contanti e sono fuggiti. Ma 2 di loro sono stati arrestati.  La banda è entrata in azione intorno a mezzanotte e quaranta, in via della Repubblica 164 a Stabbia. Al piano terra c'è una confezione gestita dalla famiglia di cinesi che abita sopra. Giovedì avevano ospiti. In casa erano nove. Dopo aver trascorso la serata insieme, stavano andando a dormire, quando dalla finestra della cucina si è materializzato un incubo. Uno dopo l'altro hanno fatto irruzione nell'appartamento cinque banditi, anche loro cinesi. In quattro erano armati di coltello, uno impugnava la pistola. Tutti vestiti di nero: felpa col cappuccio, pantaloni, guanti e passamontagna. Uno dopo l'altro hanno immobilizzato tutte le nove persone che si trovavano all'interno dell'abitazione: il nucleo familiare composto da padre, madre, due figlie e il genero e i loro quattro amici. Li hanno legati ai polsi con le fascette di plastica utilizzate di solito dagli elettricisti, ma che molto spesso accompagnano questo tipo di colpi messi a segno dai cinesi.  A quel punto è scattata la razzia: il commando ha preso computer portatili, telefoni cellulari, orologi, ma anche centinaia di euro e banconote cinesi, per un valore complessivo di circa 8mila euro. Ma subito dopo uno dei sequestrati è riuscito a liberarsi. È uscito dall'appartamento, ha chiesto aiuto e ha chiamato il 112, riuscendo a spiegare cosa stava accadendo in via della Repubblica 164. Dando anche un'indicazione molto importante: «Si sono allontanati con con una Volkswagen di colore nero».  In pochi minuti ben sei pattuglie dei carabinieri di Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi, ma anche del nucleo operativo radiomobile hanno accerchiato la zona. Un imponente dispiegamento di forze, con dodici uomini coinvolti coordinati dal capitano della compagnia Giuseppe Pontillo. I cinque rapinatori avevano nel frattempo abbandonato l'abitazione, dirigendosi - lo scopriranno i militari da lì a breve - in direzioni diverse, a testimoniare che il colpo era stato messo a punto nei particolari dal commando, che però - almeno in parte - è finito nella trappola dei carabinieri.  Insieme alla refurtiva, che è già stata restituita ai proprietari. Con il passare dei minuti i carabinieri hanno stretto le maglie della loro ragnatela. E hanno notato una Golf nera uscire da via Streda, una strada che si ricongiunge con via Mercatale, sempre nel Comune di Vinci, dove probabilmente si erano dati appuntamento almeno in due per spartirsi il bottino. A bordo c'era un 22enne cinese, che aveva all'interno del veicolo quasi tutta la refurtiva, oltre ai vestiti utilizzati per compiere la rapina. Per lui sono immediatamente scattate le manette. Ma il rallestramento è proseguito. E ha portato a un altro arresto. Poco distante infatti, in via Mercatale, i carabinieri hanno notato un altro cinese, anche lui di 22 anni, vestito di nero e sporco di fango: aveva addosso i 700 euro e le banconote cinesi, ma anche i rimanenti cellulari che ancora mancavano all'appello. I due cinesi sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso e sono stati trasferiti nel carcere di Sollicciano. Ma le indagini proseguono: dei coltelli e della pistola utilizzati per mettere a segno il colpo non ci sono tracce, ma i carabinieri vogliono soprattutto risalire agli altri tre componenti del commando che ha seminato il terrore a Stabbia.

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