Sicurezza
Inchiesta sul traffico di shaboo, arrestate sette persone
L'inchiesta ha al centro un traffico, dalle Filippine all'Italia, di shaboo, la droga sintetica conosciuta anche come Ice, prodotta in laboratori filippini
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FIRENZE. Sette misure di custodia cautelare in carcere e 11 perquisizioni sono in corso d'esecuzione per un'inchiesta su un traffico, dalle Filippine all'Italia, di shaboo, droga sintetica conosciuta anche come Ice, prodotta in laboratori filippini. Le ordinanze sono state emesse a conclusione di un'indagine, denominata 'Crystal', della sezione antidroga della squadra mobile di Firenze, coordinata dal pm Luigi Bocciolini, partita nel novembre 2009 con l'arresto di uno spacciatore italiano, bloccato dalla polfer di Firenze.
Da ricevute di versamenti in banca, trovati a casa del pusher, gli investigatori, si spiega in una nota, sono risaliti a bonifici effettuati nelle Filippine a favore di un altro italiano e della sua compagna. L'indagine ha consentito poi di raccogliere elementi probatori a carico della coppia e di un'altra ventina di persone ed effettuare sequestri di shaboo, denaro, armi ed altro. Eseguiti inoltre 13 arresti in flagranza a Firenze, Empoli, Prato, Roma e Bologna, più una denuncia. Tra le ultime persone bloccate un italiano, considerato il personaggio principale del giro d'affari, bloccato nel giugno 2010 all'aeroporto di Malpensa, al suo rientro dalle Filippine, con quasi mezzo chilo di shaboo. La droga arrivava in Italia in plichi spediti tramite normali ditte di corrieri - la sostanza è inodore, sfuggiva ai controlli - recapitata a casa o da ritirare presso lo stesso corriere. Il pagamento avveniva tramite agenzia Western Union o con accredito su conto corrente.
Lo shaboo, si spiega in una nota della questura fiorentina, è arrivato in Italia «con le comunità Filippine, ma negli ultimi anni il suo commercio ha trovato terreno fertile anche nei mercati locali. In genere un grammo di questo fortissimo stimolante dai devastanti effetti collaterali per il sistema nervoso, può essere assunto dalle 10 alle 25 volte e con un solo grammo (il cui prezzo sul mercato va da 500 agli 800 euro), si può ottenere fino a dieci dosi».
Da ricevute di versamenti in banca, trovati a casa del pusher, gli investigatori, si spiega in una nota, sono risaliti a bonifici effettuati nelle Filippine a favore di un altro italiano e della sua compagna. L'indagine ha consentito poi di raccogliere elementi probatori a carico della coppia e di un'altra ventina di persone ed effettuare sequestri di shaboo, denaro, armi ed altro. Eseguiti inoltre 13 arresti in flagranza a Firenze, Empoli, Prato, Roma e Bologna, più una denuncia. Tra le ultime persone bloccate un italiano, considerato il personaggio principale del giro d'affari, bloccato nel giugno 2010 all'aeroporto di Malpensa, al suo rientro dalle Filippine, con quasi mezzo chilo di shaboo. La droga arrivava in Italia in plichi spediti tramite normali ditte di corrieri - la sostanza è inodore, sfuggiva ai controlli - recapitata a casa o da ritirare presso lo stesso corriere. Il pagamento avveniva tramite agenzia Western Union o con accredito su conto corrente.
Lo shaboo, si spiega in una nota della questura fiorentina, è arrivato in Italia «con le comunità Filippine, ma negli ultimi anni il suo commercio ha trovato terreno fertile anche nei mercati locali. In genere un grammo di questo fortissimo stimolante dai devastanti effetti collaterali per il sistema nervoso, può essere assunto dalle 10 alle 25 volte e con un solo grammo (il cui prezzo sul mercato va da 500 agli 800 euro), si può ottenere fino a dieci dosi».
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