Il Tirreno

Empoli

Rifondazione sul Consorzio Etruria

«Ci sono in gioco duemila posti di lavoro con l'indotto»

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 MONTELUPO. Secondo Rifondazione comunista si rischia la cancellazione della grande edilizia nella Regione Toscana. Il Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino «conferma la criticità dell'intero comparto - dicono i consiglieri Andrea Calò e Riccardo Seghezzi - Sono in gioco altri 2000 posti di lavoro tra occupati diretti e indotto». Il gruppo provinciale di Rifondazione comunista, con una domanda d'attualità, chiede interventi da parte delle istituzioni in supporto ai salari e ai redditi dei lavoratori e un piano per difendere l'occupazione». «Un centinaio di lavoratori sono in cassa integrazione ordinaria - spiegano - lunedì prossimo, ci sarà un primo incontro tra i vertici di detta cooperativa e le organizzazioni sindacali di categoria dove verrà fatto il punto della situazione. Un altro incontro questa vota con l'assessore al lavoro della Regione Toscana è stato fissato per il il 16 giugno». Per il 18 giugno è fissata l'assemblea dei soci del Consorzio Etruria. «Tre appuntamenti determinanti per scandire il futuro dell'azienda e di tutto il comparto - dicono - si attende, infatti, dal Consorzio un piano di risanamento e di rilancio in grado di salvaguardare tutte le attività, e di evitare un ridimensionamento che ne snaturi completamente il ruolo, con il rischio di completare così un processo di vera e propria colonizzazione della Toscana per le grandi opere». Il tema della colonizzazione è riferito anche alla vicenda Btp, altro colosso della grande edilizia pubblica che in questi giorni ha trascinato nell'incertezza altri 750 lavoratori più l'indotto. «Andiamo a decidere della vita di 4000 lavoratori e le loro famiglie incluso una miriade di piccole imprese di costruzioni dell'intera toscana - spiegano ancora - rivolgiamo un appello alle istituzioni e dichiariamo la massima attenzione e solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie che in questi giorni sono stati travolti dall'incertezza e dalla precarietà del proprio futuro, e chiedono al presidente della Provincia di Firenze e all'assessore competente di riferire sugli incontri previsti».

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