Proteste
Referendum, rush finale
Andrea Poggianti Giovane Italia
Ultimi appelli e iniziative prima del voto
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CENTROSINISTRA-CGIL Tutti ai seggi per un futuro migliore EMPOLI. Milioni di cittadini hanno sottoscritto la richiesta di referendum per difendere l'ambiente, la sicurezza e la qualità della vita. Lo hanno fatto raccogliendo le firme con una straordinaria esperienza dal basso nel quasi totale silenzio degli organi di informazione. Parlare di acqua come bene comune significa mettere i bisogni di tutti davanti ad ogni altra considerazione. Si tratta di un problema che riguarda tutta l'Italia dal Nord al Sud, come dimostra la grave carenza idrica e il dissesto idrogeologico, con frane e alluvioni che ogni hanno affliggono grandi aree del nostro paese. L'acqua è un bene essenziale e non è una risorsa infinita, va difesa e preservata nell'interesse di tutti. In merito all'energia nucleare esprimiamo la netta contrarietà al Piano energetico nucleare predisposto dal Governo, perché consideriamo l'energia nucleare una politica regressiva nei confronti dello sviluppo energetico sia per gli alti costi economici che ricadrebbero sui cittadini sia perché è ancora una tecnologia non sicura come i tragici fatti del Giappone hanno purtroppo nuovamente dimostrato. La non sicurezza riguarda anche il tema della gestione delle scorie nucleari, che restano radioattive per migliaia di anni. Di contro sosteniamo con forza le energie rinnovabili, che unitamente al risparmio e all'efficienza energetica, possono creare vero sviluppo e crescita occupazionale diffusa e di qualità. Per questo chiamiamo tutti i cittadini dell'Empolese Valdelsa a un impegno straordinario per raggiungere il quorum previsto e vincere questi referendum. Pd, Idv, Fds, Sel, Verdi, Cgil PDL Cari sindaci, se vince il sì preparate 500 milioni Cari sindaci, siate coerenti. Votate sì? Lunedì ricomprate le quote dei privati e programmate investimenti per migliorare la rete ed il servizio. La posizione dei sindaci e dei dirigenti dei partiti di centrosinistra è poco convincente per due ordini di ragioni. La prima riguarda l'attuale situazione toscana della gestione del servizio pubblico idrico, in quanto le sette realtà che gestiscono la distribuzione dell'acqua nelle nostre case e negli impianti industriali hanno una partecipazione privata che varia dal 40 al 48% (perfettamente in linea con il Decreto Ronchi che si vuole andare ad abrogare). L'altro dato è quello relativo alle perdite della rete idrica, che, da quando si è aperto il mercato ai privati, sono passate dal 40 al 28%, con percentuali ancora non accettabili ma che hanno registrato un netto miglioramento. Tali dati sono clamorosi confrontati con il caso della Puglia del governatore Vendola. La Regione detiene il 95% dell'acquedotto più grande d'Europa dove il 46,3% dell'acqua non arriva ai rubinetti. Evidente che il pubblico di per sé non garantisce l'interesse della collettività. Il discrimine non è tra pubblico e privato, ma nella capacità dell'amministrazione pubblica di mettere in campo, modulandone forze e ruoli, tutti i soggetti che possono migliorare il servizio e fare investimenti. In Toscana restano troppo alti i prezzi del servizio. Sappiamo quanti ex dirigenti dei partiti, ex sindaci ed ex esponenti più o meno importanti dell'establishment di governo trovano la propria "nuova" occupazione nelle partecipate che gestiscono i nostri servizi pubblici locali. Persone serie come l'ex ministro Lanzillotta e l'ex sindaco di Torino Chiamparino si sono con onestà intellettuale espressi a favore della legge Ronchi. Sarebbe stato onesto verso i cittadini continuare a porre la differenza tra gestione del servizio e proprietà della risorsa (che per la legge, ricordiamolo, rimane pubblica). La campagna referendaria è stata ingannevole. Si dice alla gente di votare per fermare la presunta privatizzazione ma poi, almeno in Toscana, rilevanti quote delle società che gestiscono il servizio idrico resteranno in mano ai privati. Per una volta chiediamo coerenza ai nostri amministratori. Credete che i gestori debbano essere totalmente pubblici? Bene, ricomprate le quote societarie e programmate gli investimenti, ma prima, ricordatevi di trovare i soldi, garantendo lo stesso trend di miglioramento. Anzi, cercate di fare meglio. Sono ben 500 i milioni necessari a riacquisire le quote private in Toscana e a dirlo è il presidente stesso di Publiacqua, D'Angelis. Libertà di voto o di astensione per i cittadini purchè siano correttamente informati sui temi in discussione e sulla realtà dei fatti. Niccolò Macallè Alessandro Borgherini Popolo della libertà PRC-FDS Dimostriamo che siamo cittadini e non sudditi Il circolo Prc-Fds ha sostenuto sin dall'inizio la raccolta firme prima e la campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Invitiamo tutti ad andare a votare per i 4 referendum e a votare 4 Sì. Sì perché l'acqua é un bene comune e dobbiamo invertire la rotta verso la totale e forzata privatizzazione del servizio, iniziando con questo referendum. Sì perché l'acqua non é un "bene economico" e non puó creare profitti (a pochi, per di piú) perché é una necessitá primaria dell'uomo. Sì perché per cancellare il piano energetico del Governo Berlusconi e il ritorno al nucleare, in un momento in cui, piú che mai, serve investire nell'efficienza energetica e nelle risorse rinnovabili. Sì infine per rimarcare che la legge é uguale per tutti. Ricordiamoci che il referendum è lo strumento grazie al quale oggi siamo cittadini e non sudditi. Circolo Prc-Fds Castelfiorentino-Montaione PDL L'estrema sinistra sull'acqua predica bene e razzola male In questi giorni è stata pubblicata una statistica che evidenzia come l'acqua toscana sia la più cara d'Italia. Di contro le stesse indagini non evidenziano una ragione pragmatica che giustifica il costo così elevato: non ci sono maggiori investimenti rispetto ad altre zone d'Italia e non c'è nemmeno una migliore qualità dell'acqua rispetto ai gestori dei servizi idrici che la forniscono a un prezzo più basso. La spesa così alta sembra essere dovuta a strategie aziendali, alla ricerca del guadagno e alla "finta privatizzazione" con la quale sono disciplinate le cosiddette "spa pubbliche". A tal proposito una delle prime proposte presentate dal nostro gruppo consiliare ha invitato il sindaco di Capraia e Limite a mettere in atto iniziative per ridurre il costo dell'acqua. Ma quella mozione è stata bocciata dal consiglio nella seduta del 30 settembre 2009. In quella sessione l'assessore che in giunta rappresenta i promotori dei referendum sull'acqua non è intervenuto come suo solito e il suo mancato contributo è stato probabilmente decisivo per le sorti della nostra richiesta, la cui approvazione avrebbe certamente aperto nuovi scenari. Siamo meravigliati di come a livello nazionale l'estrema sinistra porti avanti battaglie in un senso e a livello locale si comporti in modo opposto cercando di far passare silentemente argomenti inopportuni per chi ci amministra. Pdl Capraia e Limite PARTITO SOCIALISTA Non sviliamo il referendum strumento di democrazia Anche i socialisti invitano il loro elettorato e quello riformista a dare quattro sì convinti ai quesiti referendari. Una scelta importante questa che vede in primo piano lo sfruttamento a fini speculativi di una risorsa fondamentale come l'acqua. Per il nucleare lo sprone è ad investire al più presto in fonti alternative e rinnovabili visto che per oltre 20 anni è stato fatto poco e nulla in questo campo. Più che altro l'invito è ad andare a votare. Per troppo tempo l'istituto del referendum è stato svilito. Dobbiamo riappropriarci di questo strumento di democrazia. Andrea Soriani Partito socialista italiano PD Un gazebo in piazza per l'ultimo appello al voto Stasera dalle 19 in piazza Gramsci a Castelfiorentino sarà allestito un gazebo per chiudere la campagna referendaria per i quattro sì ai quesiti su acqua, legittimo impedimento e nucleare. Dopo il via libera della Consulta sul nucleare siamo ancora più ottimisti, adesso dobbiamo concentrarci sul portare le persone a votare. Sappiamo che il vero problema per il governo è il quesito sul legittimo impedimento, una legge truffa con la quale si è voluta creare l'immunità assoluta per il premier, che non esiste in nessun altro paese del mondo. Facciamo un appello al voto, per svolgere un esercizio di democrazia, per dare un senso alle risorse spese per permettere di fare questi referendum, nonostante il governo abbia sprecato molti soldi non accorpandoli con le amministrative. Sandro Bartaloni Pd Castelfiorentino COMITATO PER IL SÌ Perché a Montespertoli è stata fatta poca propaganda? Quanti funerali ci vogliono per far sì che i cittadini siano informati sui referendum a Montespertoli? In effetti l'unico pannello del capoluogo si trova sulla via del cimitero, per una cittadina di quasi 10.000 abitanti non si può dire che la volontà d'informare i cittadini sui referendum sia obbiettivo primario del Comune. Invece si tratta di un obbligo di legge che impone ai comuni di predisporre spazi per la propaganda elettorale. Nel caso del centro di Montespertoli capoluogo dovrebbero essere disponibili minimo 3 spazi e massimo 10 se il Comune volesse strafare per veramente informare i suoi cittadini. Il Comune di Montespertoli è fuori norma e per questo è stato inoltrato, la settimana scorsa, un sollecito al prefetto. Guarda caso uno dei quesiti referendari riguarda proprio l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e sarebbe bene che i nostri amministratori comunali cominciassero a rispettare la legge anche a casa loro, che sarebbe anche casa nostra. Inoltre, nelle frazioni del comune interessate dall'affissione, quelle con abitanti superiori ai 150, sembra un gioco a nascondino: nei parcheggi, come a San Quirico e Fornacette o come a Anselmo, dove il parcheggio essendo troppo visibile dalla provinciale, li hanno piazzati in una stradina al riparo da occhi indiscreti, dietro ai cipressi. In tutti questi luoghi, fino all'esposto, non si potevano neanche vedere i pannelli per la propaganda indiretta, posizionati dietro quelli della propaganda diretta. Il Comitato Referendario 2 Sì per l'acqua bene comune COMITATO PER IL SÌ Due conferenze per dire no al deposito di scorie nucleari In superficie un impianto di 300 ettari, circa 600 campi da calcio uno accanto all'altro. E, sotto, le scorie atomiche prodotte in 27 anni di nucleare italiano. Questo inferno dell'era moderna potrebbe, secondo la mappa dei siti idonei per le scorie predisposta dalla Sogin e pubblicata dal "Sole 24 ore", trovare posto sotto il Montalbano, tra Pistoia, Empoli e il padule di Fucecchio. Proprio per ribadire tutto questo e dire sempre più forte no al nucleare oggi insieme ad alcuni comitati referendari organizziamo due conferenze per esprimere le posizioni degli amministratori dell'Empolese Valdelsa e del Montalbano-Valdinievole sul nucleare e sul paventato rischio che siti nucleari possano interessare aree come il Parco del Montalbano e il Padule. Comitato anti nucleare GIOVANE ITALIA Stasera un dibattito per saperne di più La Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl, promuove un incontro aperto a tutti i ragazzi e le ragazze di centrodestra per approfondire i temi sui quali verteranno i quattro quesiti referendari. La riunione si svolgerà stasera alle 17 nella sede empolese del Popolo della Libertà e della Giovane Italia in viale San Martino 8, alla quale parteciperà il coordinatore provinciale Pdl Nicola Nascosti. Stasera si realizzerà un'occasione importante per leggere, con le lenti dell'analisi costruttiva e non della demagogia, i quesiti oggetto di abrogazione così da poter formare, ciascuno di noi, attraverso un approccio informato, un'opinione a riguardo e prendere eventualmente in considerazione la necessità di esprimere un voto favorevole o contrario o anche la stessa astensione.
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