Attenzione
Stangata con il porta a porta
Tia triplicata per bar, ristoranti, alimentari e fioristi
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EMPOLI. Con la raccolta dei rifiuti porta a porta alcune categorie di commercianti rischiano una vera e propria stangata sulla Tia. Come sanno bene nei comuni dove il sistema è in vigore da tempo, bar, ristoranti, negozi di alimentari e fioristi si ritrovano a fare i conti con tariffe più che triplicate. Ci sono pubblici esercizi, come spiega Franco Brogi, coordinatore della federazione Fiepet dei bar e dei ristoranti aderenti alla Confesercenti dell'Empolese Valdelsa, che hanno dovuto pagare oltre 9mila euro l'anno. Com'è possibile? Due le cause: il fatto che la legge per queste categorie preveda una quota fissa più salata sulla Tia e il fatto che la quantità di rifiuti che viene raccolta nei bidoni dell'indifferenziata resta comunque elevata. Da tempo Fiepet Confesercenti ha chiesto a Circondario e Publiambiente di modificare le tariffe. Ovvero, almeno per la quota variabile che si paga per finanziare lo spazzamento delle strade e l'ammodernamento degli impianti, di abbassare i parametri a pubblici esercizi e fioristi. Il confronto avviato dovrà chiudersi con un incontro in programma martedì 21 giugno. Dopodiché, se l'esito non fosse quello auspicato dai commercianti, potrebbero partire iniziative di protesta clamorose. «Dall'esito di questo confronto - avverte Brogi - misureremo la reale volontà della parte pubblica di riconoscere le giuste esigenze di una categoria alle prese con una situazione oramai fuori controllo riguardo alla pressione fiscale e tariffaria, sia nazionale che locale. Vogliamo provare a mettere in fila i costi che un pubblico esercizio è costretto a sopportare? È sufficiente ricordarli per titoli per avere il quadro della situazione: affitto dei locali, Enel, telefonia, gas, Tia, imposta pubblicità, Tosap, Siae, Scf, canone Rai, pay per wiew, obblighi in materia igienico sanitaria, obblighi sulla sicurezza, diritti Cciaa, stipendi e contributi per i dipendenti, contributi Inps e Inail dei titolari, Irpef. Naturalmente a tutto questo vanno aggiunti i costi per i fornitori e, ma solo in ultimo, arriva, quando arriva, l'utile per gli imprenditori. Se consideriamo tutto questo alla luce della sostanziale liberalizzazione del settore che ha prodotto una crescita esponenziale del numero delle attività e della marcata contrazione dei consumi derivata dalla crisi generale, comprendiamo come per tante imprese sia difficile andare avanti». Il coordinatore della Fiepet accenna anche agli effetti della concorrenza sleale determinata dal fenomeno di sagre e fiere «che non hanno nessuna seria motivazione e che sono solo occasioni di business senza pagare dazio». Su questo Confesercenti sta ancora aspettando una risposta dal Circondario in merito a una proposta di regolamentazione presentata molti mesi fa e che a questo punto è giudicata non più rinviabile. «Per tutto ciò - conclude Brogi - ci attendiamo una risposta positiva sulla Tia. C'è bisogno di un segnale concreto di attenzione verso una categoria che era e resta un fattore fondamentale per l'economia e l'occupazione nel nostro territorio». Altrimenti? «Altrimenti dovremo valutare forme di protesta forti. Penso che per me sarà impossibile impedire a molte aziende di non pagare più».
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