Il Tirreno

Empoli

Centrosinistra e Cgil fanno quadrato

Marco Pagli
Mario Batistini e Brenda Barnini
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Mario Batistini e Brenda Barnini

«E' in gioco il nostro futuro, ecco perché servono 4 sì»

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 EMPOLI. Le forze politiche del centrosinitra e la Cgil insieme per i 4 sì al referendum di domenica e lunedì. I cinque soggetti politici - Pd, Idv, Verdi, Sel e Federazione della sinistra - e il sindacato ribadiscono la necessità di andare a votare per i quattro quesiti referendari. «Secondo noi è una necessità - spiegano Mario Batistini e Rossano Rossi, segretario della Camera del lavoro di Empoli e segretario provinciale Cgil - perché su questa vicenda c'è stato un grave deficit di informazione». Per questo stasera alle 21 al palazzo Pretorio si terrà un dibattito sul referendum a cui parteciperanno esponenti di tutte le forze politiche e sociali favorevoli al sì. «Alcuni ci accusano di essere "il fronte del no" - proseguono - ma dietro all'appoggio ai quattro quesiti c'è la consapevolezza che per rilanciare il Paese ci sia bisogno di una nuova politica economica e di sviluppo. Questo è il tempo di prendere decisioni sul nostro futuro. Prendiamo il nucleare, la Toscana è una di quelle regioni in cui sono stati individuati possibili siti per le centrali e per lo stoccaggio di scorie: i cittadini si devono esprimere adesso, dopo il referendum sarà troppo tardi».  Rimane, comunque, la volontà di non politicizzare il voto perché le questioni all'ordine del giorno riguardano tutti i cittadini. «Nella nostra storia i referendum sono spesso stati momenti di cambiamento importanti in cui i veri protagonisti sono state le persone più delle forze politiche - commenta Brenda Barnini, segretario di zona del Pd - e anche in questo caso è così. A promuovere i quesiti e a raccogliere le firme sono stati comitati e semplici cittadini che hanno sentito il bisogno di dire la loro su temi fondamentali come il rapporto con l'ambiente e la legalità. Per questo spero che vadano tutti a votare».  D'altronde le questioni affrontate sono di estrema importanza e coinvolgono la collettività. «Per quanto riguarda il piano energetico nucleare del governo - spiegano in coro Stefania Clerici, Andrea Mori e Gianpiero Dugo, esponenti di Sel, Idv e Verdi - ci opponiamo fermamente perché il nucleare non è una scelta di modernità e anzi, come ci ha confermato la tragedia del Giappone, è pericoloso e non conveniente. Crediamo, invece, che la scelta da intraprendere sia quella delle energie rinnovabili e del fotovoltaico, che ha dimostrato che è possibile produrre energia pulita con costi bassi».  Stesso discorso sull'acqua pubblica. «Non è vero che la gestione dei privati porterà benefici - continuano - bensì, come è già stato dimostrato in questi 15 anni di gestione mista, gonfierà ancora di più le bollette e non garantirà un miglioramento del servizio perché per il privato il profitto viene prima del bene collettivo, come dimostra anche la norma che concede ai futuri gestori privati il 7% annuo di guadagno, oltre al recupero del capitale investito». Anche il quesito sul legittimo impedimento riscuote un giudizio unanime. «È importante votare sì - concludono - perché va abolita una norma che abbatte il principio dell'uguaglianza di fronte alla legge».

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