La protesta
«Ridateci la pista per i go-kart» sul web l'appello degli appassionati
Marco Fani
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Andrea Bagnoli del Motoclub di Empoli indica in quali condizioni è ridotto il circuito2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Per venticinque anni è stato il tempio dei go-kart. Ha ospitato il campionato italiano e ha richiamato appassionati da tutta la penisola. Oggi del mitico "Kartdromo Arno" tra via Lucchese e via Ponterotto, a due passi da Marcignana, sono rimasti solo lo scheletro e tanta nostalgia. Nell'agosto del 1989 ne fu decisa la chiusura, suscitando molte polemiche. Da allora, nonostante qualche proposta per insonorizzare e rilanciare la pista, hanno vinto i rovi e le erbacce, diventati padroni incontrasti dell'impianto. Ma la zona ha comunque mantenuto alcune delle caratteristiche di allora. Osservarla da fuori non è impossibile. Arrivando da via Ponterotto, infatti, la recinzione ha ceduto in più punti e la vecchia pista è diventata comunicante con i campi e la carreggiata sterrata. Della pista se ne è tornato a parlare nelle ultime settimane. Su Facebook è nato un gruppo che vede attualmente 73 iscritti da tutta Italia che ha creato una pagina intitolata "Per tutti quelli che rivogliono la pista di kart a Empoli, magari ristrutturando quella gloriosa di Marcignana". Ma in pochi giorni il mitico tracciato è tornato al centro dell'attenzione degli appassionati della zona e di alcune associazioni tra cui il conosciutissimo Motoclub di Empoli, che conta quasi ducento iscritti. L'obiettivo di tutti è riportare l'attenzione sulla struttura sia da parte dei privati, che dell'amministrazione comunale. «Si tratta di una pista privata - spiega Andrea Bagnoli del Motoclub - ma è un impianto che è nel cuore di tutti gli appassionati. Speriamo che possa nascere una bella discussione per trovare il modo di poter rilanciare quest'area. Non ci dimentichiamo che in zona non esistono strutture di questo genere e ripartire dallo scheletro già esistente potrebbe essere una buona base di partenza. Una pista che potrebbe avere caratteristiche tali anche da poter essere sfruttata per l'insegnamento dell'educazione stradale con il coinvolgimento diretto delle scuole». Un'area polivalente per kart, minimoto e motard. «Se ci sarà questa volontà da parte di tutti - continua Bagnoli - sono sicuro che si potranno anche trovare i finanziamenti per ristrutture l'impianto. Del resto per tanti anni è stato un punto di riferimento per tutta Italia». Del kartdromo originario è rimasto anche il tracciato. In mezzo ai rovi è comunque possibile ripercorrere gli oltre novecento metri della pista e vedere la vecchia biglietteria, il bar ristoro, la zona box e la struttura che un tempo veniva riservata ai cronometristi. Il vecchio deposito di gomme all'interno, poi, è la testimonianza di come alcuni anni fa i pneumatici venissero utilizzati come protezione a bordo della pista. All'interno, infine, si può anche trovare qualche vecchio seggiolino e pneumatici da kart.
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