Gioco
Ignorata la pronuncia della Corte costituzionale che limita i poteri dei sindaci
Ordinanza anti-prostituzione Toni tira dritto: «È regolare»
Francesco Turchi
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Il sindaco di Fucecchio Claudio Toni2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. La Corte Costituzionale ha bocciato l'ordinanza anti-prostituzione firmata nove mesi fa dal sindaco. Che però va avanti per la sua strada: «Il nostro provvedimento è corretto». Ma in realtà i dubbi sono tanti e un eventuale ricorso al giudice di pace da parte di un cliente o di una lucciola sanzionati, potrebbe smontare la tesi di Toni. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 115/2011, ha dichiarato incostituzionale l'art. 54, comma 4, del Testo unico degli enti locali, limitando il potere di emanare ordinanze a tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana ai casi in cui sussistano presupposti di contingibilità e urgenza, a condizione della temporaneità dei loro effetti e, comunque, nei limiti della concreta situazione di fatto che si tratta di fronteggiare. L'articolo censurato stabilisce che il sindaco, in quanto ufficiale del governo, può adottare provvedimenti a «contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato», per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di "contingibilità e urgenza". L'ordinanza firmata da Claudio Toni lo scorso mese di settembre faceva proprio riferimento a questo articolo. Dunque, così impostata non sembra poter essere legittima. Probabilmente potrebbe essere riformulata, indicando una scadenza temporale di validità. Ma intanto il sindaco si limita a dire che «è regolare così com'è scritta». D'altra parte, grazie a questo provvedimento, il problema della prostituzione sulle strade di Fucecchio è stato praticamente azzerato. L'ipotesi che una lucciola o un cliente sanzionati perché sorpresi in atteggiamenti inequivocabili, si rivolgano al giudice di pace per contestare la multa, è piuttosto remota, proprio per una questione di pudore. Ma in quel caso, probabilmente il loro ricorso verrebbe accolto. Se l'amministrazione comunale fucecchiese vorrà portare avanti la sua battaglia contro la prostituzione, lo dovrà fare con un'ordinanza diversa, che rispetti in pieno la recente pronuncia della Corte costituzionale, annullando prima di tutto quella in vigore, esattamente come ha fatto il Comune di Empoli in merito agli orari di accensione dei videopoker nei locali pubblici cittadini.
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