Sicurezza
Voli condannato a 26 anni di carcere
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I familiari di Mara Furlan e Ubaldo Voli mentre ascolta la sentenza Ma potrà restare in libertà fino a quando la sentenza non sarà definitiva
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FIRENZE. Ventisei anni di reclusione per avere ucciso l'ex convivente e averne nascosto il cadavere in un bosco. È il verdetto con cui la Corte d'Assise del tribunale di Firenze ha chiuso il processo a carico di Ubaldo Voli, il pensionato di 73 anni unico imputato per l'assassinio di Mara Furlan, la donna di 54 anni che l'8 dicembre 2007 fu trovata morta in un bosco del Montalbano, in località Lastra, dopo essere scomparsa da due settimane dalla sua abitazione di Spicchio. Il verdetto è stato emesso attorno alle 18 di ieri, al termine di una camera di consiglio durata circa otto ore. La corte d'assise ha riconosciuto Ubaldo Voli colpevole di omicidio volontario e occultamento di cadavere, mentre ha respinto l'accusa di detenzione di materiale pedo-pornografico perché il fatto contestato non sussiste. Malgrado la richiesta formulata dal pubblico ministero durante la requisitoria, i giudici hanno deciso di non applicare misure cautelari, in attesa della sentenza definitiva, per le condizioni di salute del condannato. Ubaldo Voli, quindi, per ora resta in libertà. Il suo legale ha già annunciato che chiederà il processo di secondo grado. Nel frattempo il pensionato dovrà solo rispettare il divieto di espatrio. La corte presieduta da Nicola Pisano lo ha inoltre condannato all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento di tutte le spese processuali. «Una condanna a ventisei anni rispetto ai trenta richiesti - ha commentato il pubblico ministero Giuseppe Bianco - mi pare un forte riconoscimento all'intero impianto investigativo che ha richiesto mesi e mesi di duro lavoro. Evidentemente non c'è stata nessuna incongruenza nella ricostruzione dei fatti, come invece sostenuto dalla difesa nel corso dell'arringa». A fronte della soddisfazione della pubblica accusa, il rammarico dell'avvocato di Voli, Saverio Giangrandi. «Leggeremo e valuteremo attentamente le motivazioni della sentenza - è il suo commento - dopodiché la impugneremo presentando ricorso in appello, dal momento che a nostro avviso non ci sono gli elementi per formulare una simile condanna». Entro novanta giorni i giudici depositeranno le motivazioni della sentenza. Il processo sarà inoltre trasmesso anche in televisione, nel programma di Raitre "Un giorno in pretura", che dedicherà alla storia e all'epilogo giudiziario del delitto Furlan una puntata il prossimo inverno.
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