Il Tirreno

Empoli

I gestori dei locali cittadini esultano e presentano il conto: introiti in picchiata del 30%

Pronti a fare causa al Comune

Marco Pagli
L’esterno del bar Azzurro
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L’esterno del bar Azzurro

Baristi concordi: «Danneggiati dall'ordinanza, ora riattiviamo le slot»

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 EMPOLI. La maggior parte di loro non sapeva ancora niente e in questi giorni ha continuato a tenere spente le slot machine la mattina nel proprio esercizio. Ma tutti promettono che si adegueranno subito alla sentenza del Tar piemontese. Così da stamani si potrà tornare a scommettere anche nei bar di Empoli fin dalle prime ore del giorno.  Gli esercenti della città accolgono con soddisfazione il provvedimento perché, dicono, «in questi mesi abbiamo perso molti clienti e una buona parte di incassi a causa dell'ordinanza comunale. E questo in favore dei bar di altri comuni vicini, dove invece era possibile giocare». Certo, il fatto che tante persone scelgano il bar dove fare colazione o prendere un caffè in base alla possibilità di scommetere alle slot machine non fa urlare di gioia, ma tant'è. «Non sapevamo niente della sentenza del Tar, nè tanto meno di quella della Corte costituzionale di qualche mese fa, ma riaccenderemo subito le slot la mattina - spiega Carlo Trotta, gestore del bar 4 Mori in via della Repubblica - noi abbiamo sempre rispettato l'ordinanza del Comune che ci costringeva a tenere spente le macchine fino alle 14, ma questo ci ha comportato non pochi disagi». La stima che fa è indicativa della diffusione di questo tipo di scommesse anche in questo territorio. «Non nego che in poco meno di un anno siamo quasi stati messi in ginocchio - prosegue - approssimativamente posso dire che abbiamo perso il 30% di introiti. Veder scendere di circa un terzo gli incassi da un anno ad un altro è difficile e l'amministrazione avrebbe dovuto considerare le conseguenze delle decisioni prese su chi cerca di fare onestamente il proprio lavoro. Mi consulterò con il mio legale per capire se ci sono i margini per fare causa al Comune per mancato introito».  A sottolineare le difficoltà dovute alle limitazioni di orario per i video poker sono anche coloro che li hanno installati da poco. «Ho solo una slot e da pochi mesi - spiega Maurizio Minniti, titolare dello Zest Cafè in via Ridolfi - e mi sono reso conto che con questa ordinanza ho avuto degli introiti sicuramente minori rispetto a quelli che mi sarei aspettato e che mi avevano preannunciato. Poter accendere le macchine solo il pomeriggio tiene lontana una grossa parte di clientela che gioca abitualmente. È come se vietassero di giocare al Lotto o al Superenalotto la mattina: le tabaccherie subirebbero un colpo pesante».  Anche perché, come confermano altri, molti giocatori non si spiegano il perché di un provvedimento che, a dire il vero, avrebbe come obiettivo di tutelare le fasce più deboli di popolazione che del gioco di azzardo ne hanno fatto una malattia. «Questi giochi sono diffusi e sono davvero tanti coloro che puntano soldi, spendendo spesso delle cifre alte - racconta Gianluca Serrao, gestore dell'Antico Bar Azzurro di piazza della Vittoria - molta gente i primi tempi ci chiedeva perché dovevamo tenere le macchinette spente. Poi piano piano hanno cambiato bar e ormai li abbiamo persi non solo la mattina, ma anche il pomeriggio. Sono contento delle sentenze del Tar e della Corte costituzionale e da domani (oggi ndc) tornerò a tenerle accese tutto il giorno sperando di recuperare un po' di clientela».  Ma c'è anche ci sapeva delle sentenze, o comunque aveva sentito voci in questo senso e che da alcuni giorni aveva ripreso ad accendere i video poker anche la mattina. «È stato lo stesso gestore delle slot machine ad avvertirmi della novità una decina di giorni fa - dice Caruso Aniello dell'Evolution Cafè di via piazza Ristori - così avevo ripreso con l'orario normale. In questi mesi abbiamo perso molto: è stato evidente che con le macchinette accese l'attività andava meglio. Il nostro rammarico, poi, è dovuto anche dal fatto che l'ordinanza riguardava solo Empoli, mentre a pochi metri da qui, al di là del ponte, uno poteva giocare senza limitazioni. Comunque non credo che ricorreremo alle vie legali per recuperare i soldi persi».  Più possibilista sul ricorso, invece, sembra Tiziana Mengozzi, titolare del Bar del Pino in via Dainelli. «Non so, valuteremo. Perché gli incassi sfumati sono stati molti - afferma - non conoscevo le sentenze in maniera specifica, ma a dir la verità avevo sentito delle voci sul fatto che l'ordinanza era stata dichiarata illegittima. Per questo alcuni giorni fa avevo telefonato al gestore delle slot per chiedere se potevo riaccenderle e da una settimana le ho riattivate fin dalla mattina. È difficile fare delle stime, ma il calo c'è stato ed è stato consistente: credo che abbiamo perso non meno di 400-500 euro al mese tra mancati introiti e minori incassi diretti delle macchinette. E se si moltiplicano per dieci mesi si può capire l'entità del danno».

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