Attenzione
Il Tribunale ha azzerato l’ordinanza che vieta il gioco la mattina negli esercizi pubblici
Il Tar riaccende i videopoker
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L’assessore Filippo Torrigiani e alcune slot machineLa sentenza: i sindaci non possono regolare gli orari delle macchinette nei bar
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EMPOLI. Una buona notizia per appassionati di gioco ed esercenti e allo stesso tempo uno sgambetto per il Comune di Empoli: i videopoker possono stare accesi anche la mattina. A stabilirlo è una sentenza del Tar del Piemonte, che ha accolto il ricorso di una società di gestione delle slot machine, annullando il regolamento comunale di Verbania, che come l'ordinanza del Comune di Empoli entrata in vigore la scorsa estate, limitava l'orario degli apparecchi da gioco all'interno dei locali. La pronuncia dei giudici piemontesi ricalca quanto già espresso pochi mesi prima dalla Corte costituzionale, che aveva stabilito che i profili relativi all'installazione degli apparecchi da gioco negli esercizi pubblici siano riservati alla competenza esclusiva dello Stato. Dunque un Comune - stando così le cose - può stabilire gli orari di apertura e chiusura delle attività, ma non quelli di accensione delle macchinette situate all'interno.
Questo significa, ad esempio per quanto riguarda Empoli, che l'amministrazione comunale può continuare a vietare la chiusura delle sale giochi la mattina fino alle 14, ma non si può opporre all'accensione delle slot machine all'interno dei bar. Si crea così un doppio binario, insieme a tanta incertezza. Tra gli esercenti c'è chi ha già riacceso i videopoker, chi annuncia che lo farà presto e chi invece resta in attesa di maggiore chiarezza. Il Comune di Empoli dal canto attende l'evolversi della situazione e intanto tra i baristi c'è anche chi fa due conti e medita di rivolgersi a un avvocato per chiedere i danni: se il divieto era illegittimo, l'attività, per tutto il periodo in cui è stata in vigore l'ordinanza, ha inevitabilmente avuto dei mancati guadagni per colpa dell'ente. L'idea di quantificarli e presentare il conto in via Del Papa è allettante e ha il sapore della rivincita.
A supporto di questa tesi ci sono le parole del Tar piemontese: «Mediante la previsione di un orario di disattivazione degli apparecchi da gioco, il Comune (in questo caso di Verbania, ndr) si è arrogato una potestà normativa che non trova sostegno in alcuna disposizione legislativa e che, anzi, si svela integrare un'invasione delle competenze rimesse allo Stato». Indice puntato dunque anche contro il Comune di Empoli, deciso a porre un freno alle macchinette che emettono vincite in denaro. L'ordinanza voluta dall'assessore Filippo Torrigiani, e giustificata con la necessità di tutelare soprattutto i più giovani, evitando che andassero a buttare soldi nelle macchinette anziché sedersi sui banchi di scuola, sembra essere finita in... fuorigioco. Anche se la partita sembra tutt'altro che chiusa: un aiuto alle amministrazioni locali nelle battaglie contro il gioco potrebbe arrivare da una legge nazionale. Ma nel frattempo i videopoker nei bar possono stare accesi per tutta la giornata.
Questo significa, ad esempio per quanto riguarda Empoli, che l'amministrazione comunale può continuare a vietare la chiusura delle sale giochi la mattina fino alle 14, ma non si può opporre all'accensione delle slot machine all'interno dei bar. Si crea così un doppio binario, insieme a tanta incertezza. Tra gli esercenti c'è chi ha già riacceso i videopoker, chi annuncia che lo farà presto e chi invece resta in attesa di maggiore chiarezza. Il Comune di Empoli dal canto attende l'evolversi della situazione e intanto tra i baristi c'è anche chi fa due conti e medita di rivolgersi a un avvocato per chiedere i danni: se il divieto era illegittimo, l'attività, per tutto il periodo in cui è stata in vigore l'ordinanza, ha inevitabilmente avuto dei mancati guadagni per colpa dell'ente. L'idea di quantificarli e presentare il conto in via Del Papa è allettante e ha il sapore della rivincita.
A supporto di questa tesi ci sono le parole del Tar piemontese: «Mediante la previsione di un orario di disattivazione degli apparecchi da gioco, il Comune (in questo caso di Verbania, ndr) si è arrogato una potestà normativa che non trova sostegno in alcuna disposizione legislativa e che, anzi, si svela integrare un'invasione delle competenze rimesse allo Stato». Indice puntato dunque anche contro il Comune di Empoli, deciso a porre un freno alle macchinette che emettono vincite in denaro. L'ordinanza voluta dall'assessore Filippo Torrigiani, e giustificata con la necessità di tutelare soprattutto i più giovani, evitando che andassero a buttare soldi nelle macchinette anziché sedersi sui banchi di scuola, sembra essere finita in... fuorigioco. Anche se la partita sembra tutt'altro che chiusa: un aiuto alle amministrazioni locali nelle battaglie contro il gioco potrebbe arrivare da una legge nazionale. Ma nel frattempo i videopoker nei bar possono stare accesi per tutta la giornata.
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