Il Tirreno

Empoli

Il quinto amore

Lo scrittore ed editore Aldemaro Toni
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Lo scrittore ed editore Aldemaro Toni

Il libro di Aldemaro Toni tradotto in tedesco

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FUCECCHIO. Aldemaro Toni, lo scrittore-editore, direttore della rivista culturale "Erba d'Arno", è nelle librerie svizzere, tedesche e italiane con "Taccuino del quinto amore", pubblicato da Edition Mevina Puorger, di Zurigo, testo in tedesco e in italiano. Traduzione in tedesco di Christoph Ferber, noto per essere il traduttore di Cardarelli, Quasimodo, Penna, Lolini, Orelli, Mallarmé e Lermontov.  Il "Taccuino" raccoglie alcuni racconti, che Toni ha scritto in trent'anni: dal 1972 al 2002. Ce ne sono di noti e meno noti. Si va da "La sora Dina" a "Franca", da "La Borghi" a "La Borghi tentata", da "Sandro. Gli altri e nessuno" a "In Sila", da "Taccuino del quinto amore", che dà il titolo alla raccolta, a "Teresa", da "Noi due" a "Un'estate", da "Vogliono fare una festa" a "La baracchina". In tutto undici racconti, in cui la vita quotidiana - come annota Ferber in prefazione - costituiscono il punto di partenza di storie che, in gran parte, rimangono in sospeso, sia che trattino una strada o un viaggio.  Il viaggio, in modo particolare, è una ricerca e, nello stesso tempo, meditazione. Il viaggio, nella valle dell'Arno, un boccone di Toscana, finisce e, con esso, la felicità: «Ciò che rimane è il senso di una mancanza, una inadeguatezza. Non è soltanto l'inadeguatezza dell'io narrante, è l'inadeguatezza, l'ironia della storia, che Toni, nella sua concisa, ritmica prosa racconta». Quel che si apprezza in Toni è il non detto, che consente al lettore di spaziare con la fantasia, di sentirsi protagonista, e l'uso delle parole, scelte per non mettere in difficoltà.  Rileva, in proposito, Ferber: «Parole semplici, approccio alla lingua discreto, che rinuncia alla retorica, immagini asciutte, spesso sorprendenti, frasi minime attente al piccolo, al poco appariscente (ma caratteristico), sono il segno distintivo dello stile di Toni che, dovendo molto a Flaubert, è pur sempre eminentemente 'toscano' e 'moderno'».  Aldemaro Toni ha, nel suo carnet, i libri "La Canonica" (1991), "La Borghi" (2001), "Una guerra lontana" (2009), "Doddy" (2010). Non molti. E c'è una ragione, che Ferber mette in evidenza: «L'instancabile attività di promotore culturale e scopritore di giovani talenti ha finito per far diventare i suoi lavori d'autore come marginali (e da più punti di vista anche lo sono, ma ciò è in Toni un segno di qualità)». Comunque, i racconti di Aldemaro Toni «si distinguono per intensità e maturità». Sono il prodotto, tra l'altro, di un interesse profondo per l'ambiente, la storia locale e di un lavoro non indifferente con se stesso.

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