Il Tirreno

Empoli

RISORGIMENTO EMPOLESE

C'è ancora molto da scavare sulla morte di Ricci

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 EMPOLI. Giuliano Ricci è stato celebrato, di recente, attraverso alcune pubblicazioni, tra cui spicca quella monumentale delle Memorie a cura del professor Mario Baglini. Anche l'avvocato e storico empolese Giuliano Lastraioli, imbattutosi, nel corso delle sue ricerche relative ai personaggi risorgimentali locali, nelle vicende biografiche di tale uomo politico ha riscontrato non poche anomalie, e, sentendo la necessità di rendere note almeno quelle mascroscopiche, su queste stesse colonne qualche tempo fa ebbe a evidenziare le nebulose e oscure circostanze della morte, avvenuta il 26 settembre 1848, ufficialmente per annegamento.  In Arno? No, in Orme, o addirittura in Ormicello, mentre si stava recando nella tenuta di Gricciano. Particolare: Ricci era di ritorno da Firenze, dopo aver giurato come deputato di Dicomano, appena eletto al consiglio generale toscano. Evidentemente, lì ci sarebbe molto ancora da scavare. Ricci, cognato di Giovanbattista Nardi, nonno materno di Renato Fucini, di nemici ne aveva parecchi. Interessante il suo giudizio su Salvagnoli. «Da Empoli a Pisa con Salvagnoli e Bandi (il fondatore del Telegrafo, ndr). Salvagnoli fa il diplomatico nel modo più noioso e sfacciato: tutto vuol sapere e nulla dire. Salvagnoli non sarà mai nulla; non ha fede in nulla». P.S.

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