Il Tirreno

Empoli

Tre ergastoli per il massacro

Pietro Barghigiani
Tre ergastoli per il massacro

Condannati gli ex militari, risarcimento di 13,5 milioni

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FUCECCHIO. Colpevoli di aver ucciso 184 civili, in gran parte anziani, donne e bambini, con l'aggravante dei motivi abietti, della premeditazione e di aver agito con sevizie e crudeltà. Dopo quasi tre ore di camera di consiglio ieri poco prima delle 20 è arrivata la sentenza del Tribunale militare di Roma che ha condannato all'ergastolo i tre imputati. La corte, presieduta da Giovanni Pagliarulo, ha riconosciuto a favore delle numerose parte civili anche una provvisionale di 13,5 milioni di euro a carico dei tre ex militari tedeschi. In solido è stata condannata al rimborso anche la Germania ritenuta responsabile civile per l'azione dei suoi connazionali.  I condannati. Per il Tribunale militare sono colpevoli del massacco avvenuto il 23 agosto 1944 l'ex capitano Ernst Pistor, di 91 anni, l'ex maresciallo Fritz Jauss, di 94 e l'ex sergente Johan Robert Riss, di 88, all'epoca tutti appartenenti a diversi reparti della 26/a divisione corazzata dell'esercito tedesco. Un quarto imputato, l'ex tenente Gherard Deissmann, è morto a cento anni a processo iniziato. Secondo la tesi dell'accusa, retta dal pm Marco De Paolis, e accolta dalla corte, i quattro avrebbero contribuito a causare la morte di 184 persone in un intervento di desertificazione totale: 94 uomini (soprattutto anziani), 63 donne e 27 bambini, tra cui anche alcuni neonati. Volevano terrorizzare la popolazione procedendo a uno sterminio in modo indiscriminato. A comandare la squadra accusata di gran parte dei crimini sarebbe stato il maresciallo Jauss.  Tutte le uccisioni sono avvenute «a sangue freddo, non in combattimento, guardando negli occhi donne e bambini innocenti», aveva detto il procuratore De Paolis nel corso della requisitoria, aggiungendo che gli imputati, sempre contumaci e i cui difensori hanno subito annunciato appello contro la condanna, hanno «sempre mostrato totale disinteresse per le vittime: l'occasione poteva essere questo processo, ma da parte loro mai una parola. Nulla, solo un vergognoso silenzio».  Le reazioni. Il sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, presente in aula, si ritiene «moderatamente soddisfatto. Bene la condanna, anche se arriva dopo 67 anni. È un pronunciamento che in parte allevia il dolore delle vittime della Valdinievole e fissa una verità storica nella responsabilità dell'esercito tedesco. Mi dispiace che gli imputati non abbiano partecipato al processo. Sarebbe stato un gesto importante e un atto di rispetto nei confronti dei parenti delle vittime».  Per i legali delle parti civili, avvocati Massimo Brancoli, Guido Cappabianca, Claudio Del Rosso è importante sottolineare come la sentenza, anche se tardiva, fissa «l'accertamento della penale responsabilità degli imputati. È un riscatto per chi, in tutti questi anni, non ha visto applicare la giustizia».  I risarcimenti. La richiesta dei danni era stata superiore ai 30 milioni di euro. Il Tribunale ne ha riconosciuti 13,5 accogliendo le istanze di tutte le parti civili. L'avvocato Massimo Brancoli assisteva la Regione, i Comuni di Monsummano, Larciano, Pieve a Nievole, Cerreto Guidi, Fucecchio, Ponte Buggianese e Castelfranco di Sotto, l'associazione monsummanese dei parenti delle vittime, il difensore civico di alcuni Comuni e il Comitato Martiri del Padule di Ponte Buggianese; l'avvocato Guido Cappabianca rappresentava la Provincia di Pistoia e 26 cittadini tra testimoni oculari e discendenti delle vittime della strage; l'avvocato Claudio Del Rosso tutelava sei parenti degli uccisi e il Comune di Montecatini; l'avvocato Roberto Natali si era costituito per sé stesso, avendo avuto dei parenti uccisi, e la sorella. L'avvocatura dello Stato rappresentava la Presidenza del Consiglio.  La causa. La provvisionale di oltre 13 milioni di euro, alla quale è stato chiamato a far fronte anche lo Stato tedesco, deve, però, fare i conti con una disposizione di legge con la quale vengono sospese le esecuzioni delle sentenze a livello civile verso la Germania. Entro la fine dell'anno è atteso il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea dell'Aja che dovrà regolare la materia: sono numerose, e non solo italiane, le cause contro lo Stato tedesco.

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