Sicurezza
Sedici profughi a Montelupo
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Un gruppo di profughiArrivati ieri sera, sono ospitati in un immobile privato
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MONTELUPO. Dopo la comunicazione da parte della Regione arrivata nella tarda mattinata, sono arrivati ieri sera a Montelupo di 16 profughi originari del Ghana e del Bangladesh, provenienti da Manduria. La Prefettura ha individuato un immobile di privati nel quale i richiedenti asilo abiteranno per un primo periodo. L'amministrazione e le associazioni del territorio sono coinvolte per tutto quello che concerne il supporto e l'accoglienza. «Credo - ha detto il sindaco Rossana Mori - che non sia sufficiente dare un tetto a queste persone, ma è necessario creare le condizioni perché, dopo tanti disagi, possano avere un'accoglienza dignitosa». Le associazioni hanno risposto tutte velocemente ed hanno condiviso con le istituzioni le attività da sostenere nel tempo di permanenza. L'Asl 11 si è attivata per garantire alle persone che arrivano a Montelupo un primo screening medico e la loro presa in carico da un punto di vista sanitario. È stata quindi contattata la Caritas per verificare la disponibilità di abbigliamento e anche di generi di prima necessità. L'amministrazione si occupa di garantire i pasti per i primissimi giorni e di coordinare gli interventi affinché a breve queste persone siano in grado di cucinare da sole. La Regione Toscana ha approvato proprio ieri sera una delibera nella quale stabilisce, in base alle direttive ministeriali, un rimborso per le attività di accoglienza e prevede che nel giro di poche settimane i profughi trovino alloggio nei diversi comuni del territorio. Si tratta di persone, alle quali, dopo approfonditi controlli, sarà riconosciuto lo stato di profughi perché in fuga da situazioni di guerra. «Ricevere una richiesta improvvisa di questo genere - spiega Mori - mette un'amministrazione davanti ad una scelta di campo che è quella in linea con la Regione di essere accoglienti, ma nello stesso tempo di pretendere il rispetto delle regole condivise. Faccio appello alla comunità di Montelupo affinché dia prova di solidarietà, come non ho dubbi che accada», conclude Rossana Mori.
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