Il Tirreno

Empoli

Producevano borse contraffatte

Borse con il marchio Louis Vuitton contraffatto
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Borse con il marchio Louis Vuitton contraffatto

Denunciata dalla Finanza anche una pelletteria di Fucecchio

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 FUCECCHIO. Produzione e commercio di merce contraffatta. È il reato di cui dovranno rispondere quattro laboratori di pelletteria, tra i quali uno di Fucecchio, un commerciante all'ingrosso e il titolare di una boutique di Firenze. Secondo la Finanza erano gli anelli di una filiera del falso che piazzava sul mercato borse di marchi come Hermes, Louis Vuitton e Burberry sapientemente contraffatti.  Nei guai, oltre al titolare della ditta che ha sede in via Traversa di Burello a Fucecchio, sono finiti altri tre italiani (i proprietari dei laboratori di Scandicci e Mogliano di Macerata dove venivano prodotte le borse più il padrone del magazzino all'ingrosso di Scandicci dove la merce veniva stoccata) e due stranieri (un iraniano titolare della boutique fiorentina dove i prodotti griffati venivano venduti e un cinese che gestiva un quarto laboratorio a Calenzano).  Rischiano fino a 4 anni di reclusione e 35mila euro di multa. L'operazione delle Fiamme Gialle ha portato al sequestro di 30.045 pezzi di merce contraffatta, tra borse finite, semilavorati, minuteria metallica, cartamodelli, foto e macchinari per la produzione di borse riproducenti il marchio Hermes. Le borse sottoposte a sequestro ricalcavano fedelmente la forma di quelle prodotte dalla famosa griffe. Infatti, sulla base delle disposizioni del Codice di proprietà industriale, può costituire oggetto di registrazione anche la forma del prodotto.  L'inchiesta è partita dal sequestro in un negozio vicino a Palazzo Vecchio a Firenze delle borse Hermes. A insospettire gli inquirenti il fatto che questi prodotti in genere sono venduti solo nel circuito dei negozi della casa madre.  Le indagini hanno consentito di risalire prima al magazzino all'ingrosso di Scandicci e quindi ai laboratori dove le borse venivano prodotte. Le borse avevano un costo alla produzione che si aggirava su 100/150 euro a borsa. L'intermediario le rivendeva a 200/300 euro. Presso il negozio il prezzo di vendita al pubblico si aggirava intorno a 650/700 ed oltre, a seconda del materiale di produzione (circa un quinto del corso reale).

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