Finanza
La casa della salute in ogni comune
Marco Pagli
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Ambulatorio della casa della salute di via San Mamante Stanziati tre milioni per potenziare il progetto
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EMPOLI. La casa della salute è un sistema che funziona e che merita di essere ampliato. A dirlo sono i dati, che dimostrano un miglioramento dei servizi e una riduzione della spesa. Ma non solo, visto che l'Asl 11 si è aggiudicata oltre 3 milioni di euro grazie ad un bando nazionale per l'estensione dell'esperienza della casa della salute. Finora il nuovo modello di erogazione di servizi sanitari territoriali ha coinvolto solo Empoli (dove la sede è nella torretta del centro commerciale), Certaldo (situato ai Macelli) e Montopoli, ma grazie ai finanziamenti entro il 2013 dovrebbe estendersi a tutti i comuni dell'area. Ma di cosa si tratta? In sostanza, la casa della salute è una sorta di distretto sanitario allargato. All'interno operano a stretto contatto medici di medicina generale, infermieri e personale amministrativo, a cui si stanno affiancando anche specialisti dell'ospedale. Oltre alle visite ambulatoriali, vengono effettuate anche visite specialistiche e consulenze professionali. L'idea che sta dietro a questo sistema è di sgravare l'ospedale e il pronto soccorso dal lavoro che dovrebbe competere ai medici di famiglia, mantenendo un alta qualità di cura, e allo stesso tempo potenziare la rete sanitaria territoriale. Obiettivi entrambi centrati, stando alle stime della Asl. «In questi due anni la casa della salute è riuscita a diminuire del 20% gli accessi al pronto soccorso, tutti codici bianchi o azzurri - spiega Piero Salvadori, direttore dell'unità operativa dei servizi sanitari territoriali - inoltre è calato anche il tasso di ospedalizzazione, per quanto riguarda i ricoveri impropri e sono anche scese le visite a domicilio e la spesa farmaceutica perché i cittadini si sentono più tutelati. Questo a tutto vantaggio dei pazienti e della collettività». D'altronde questo sembra essere il modello del futuro, che supererà distretti e punti di primo soccorso. «Siamo molto soddisfatti del riconoscimento economico che ci è stato corrisposto - dice Nedo Mennuti, direttore tecnico della Società della salute di Empoli - sia perché testimonia i buoni risultati del progetto, sia perché ci permette di ampliarlo. Fino ad oggi le tre case della salute attive coprono circa il 10% della popolazione, meno di 30mila pazienti, con circa 25 medici e una decina di infermieri. Il nostro intento è quello di arrivare ad una copertura del 70% della popolazione entro il 2013. I fondi ci permettono di puntare su strutture adeguate in ogni comune e di coinvolgere sempre più medici di famiglia che in questi anni hanno avuto molte reticenze al riguardo». Le future sedi delle case della salute sparse per il circondario in molti casi saranno ospitate negli attuali distretti sanitari, come a Limite, a Cerreto e a Montaione. Oppure negli ospedali: a Fucecchio e Castelfiorentino. Ma in alcuni comuni, come Montespertoli, Vinci, Gambassi e Montelupo, ancora gli spazi sono da trovare. A Empoli ne dovrebbero sorgere altre due.
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