Sicurezza
Addio piccolo Cosimo ora gioca in Paradiso con la maglia arancione
Francesco Turchi
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I genitori Alberto e Francesca alluscita della Collegiata 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Addio piccolo-grande uomo. Ora giochi nel Cielo. Magari indossando una maglia arancione, il colore che ti piaceva tanto. In mezzo a un mare di dolore e di tristezza che ha riempito la Collegiata di Sant'Andrea, don Guido Engels e il nonno di Cosimo, Giovanbattista Mazzarella, hanno regalato due immagini di speranza ai due genitori, Alberto Micheli e Francesca Mazzarella; 26 anni lui, 25 lei. Due ragazzi dal cuore grande: il loro piccolo ha perso la vita, ma grazie a loro (che hanno dato l'ok all'espianto degli organi) l'ha regalata ad altri quattro bambini (il cuore è stato trapiantato all'ospedale di Bergamo su una bimba russa di due anni). Però il dolore è immenso. E la città l'ha voluto condividere con la famiglia di Cosimo Micheli, che se n'è andato dopo essere caduto dal terrazzo di casa della nonna mentre stava giocando, mercoledì mattina, in via Valpadana. Ieri pomeriggio, per i funerali, la città si è fermata a piangere. Perché insieme a familiari, parenti, conoscenti, c'era tanta gente che Cosimo non l'ha mai conosciuto, ma che è stata comunque travolta da una tragedia troppo grande per non lasciare il segno in chiunque. Un dramma collettivo testimoniato dalla presenza del sindaco Luciana Cappelli, il cui dolore è il dolore della città che osserva incredula e sbigottita il passaggio di quella bara bianca troppo piccola per non far male al cuore. Sopra c'è una corona di fiori. Arancioni naturalmente. Così come la maglia che indossavano il babbo del piccolo e lo zio; ma anche altri, che conoscevano Cosimo, indossavano qualcosa di quel colore. Pure don Guido Engels ha fatto uno strappo alla regola, sostituendo l'abito talare viola con quello di colore oro: «L'ho fatto per Cosimo. Gli piaceva tanto l'arancione. Ho cercato un abito che si avvicinasse il più possibile». Lo dice in una Collegiata stracolma di gente, che avvolge in un abbraccio quei due giovani genitori costretti a sopportare un dolore immenso. Che diventa insopportabile per tutti quando il nonno, l'ex poliziotto Giovanbattista Mazzarella, sale sul pulpito, prende per mano il coraggio e riesce a dire alcune frasi che arrivano come proiettili al cuore: «Ringrazio tutti voi. I parenti, gli amici, le autorità e tutti coloro che hanno preso parte al nostro dolore». Guarda la bara: «Questo piccolo-grande uomo, grazie anche al coraggio dei suoi genitori, che hanno preso una decisione difficile e dolorosa, con la donazione degli organi ha fatto gioire quattro famiglie, anche se la nostra è rimasta nel dolore. Vi chiedo, anche se siamo in chiesa, un applauso». E in quel battere di mani bagnato dalle lacrime, si è sentito tutto il calore per le famiglie Micheli e Mazzarella, conosciute e stimate in città, e per il piccolo di due anni «che - ha detto don Guido Engels durante l'omelia - in questo momento gioca in Paradiso ed è allegro. Lui ci ha preceduto, ma noi dobbiamo pregare per raggiungerlo». Parole di conforto attraverso la fede. Poi il dolore si sposta in piazza Farinata degli Uberti, dove centinaia di occhi pieni di lacrime abbracciano Francesca, Alberto e i loro genitori, che accompagnano il loro cucciolo verso un viaggio insopportabile, nel cimitero di Santa Maria.
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