Il Tirreno

Empoli

Un addio tra dolore e speranza

Francesco Turchi
Sopra il palazzo dove è accaduto l’incidente, accanto i soccorsi in via Valpadana. In alto a destra la disperazione del padre e sotto i vetri del pannello caduti con una scarpina della piccola vittima
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Sopra il palazzo dove è accaduto l’incidente, accanto i soccorsi in via Valpadana. In alto a destra la disperazione del padre e sotto i vetri del pannello caduti con una scarpina della piccola vittima

Il piccolo Cosimo non ce l'ha fatta, donati il cuore e i reni

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 EMPOLI. Addio piccolo Cosimo. Il miracolo non c'è stato. Ma c'è almeno la consolazione che la sua tragica fine è anche un simbolo di coraggio e speranza.  Il coraggio dei suoi genitori, che seppur travolti dal dolore sono stati capaci di prendere una decisione dettata dall'altruismo, dalla voglia di continuare a far vivere, in qualche modo, il loro angelo, autorizzando l'espianto degli organi. Il cuore sarà impiantato in un paziente in lista d'attesa a Bergamo, mentre i reni andranno uno a Padova e uno a Genova. È così che tre bambini ritrovano la speranza di vivere una vita normale. Quella che Cosimo Micheli non ha più.  È morto, ad appena 2 anni, nel reparto di rianimazione dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove era stato ricoverato mercoledì mattina. Doveva ancora compiere tre anni. Troppo pochi per non far piangere una città intera, fatta di padri, madri, nonni, zii. Ragazzi e anziani. Chiunque si è immedesimato nella tragedia. Tutti hanno fatto il tifo per lui. Anche chi non lo conosceva ha sperato nel miracolo. Ma non c'è stato niente da fare: il dramma si è trasformato in tragedia nel giro di neanche 24 ore.  È bastato un attimo per innescare un viaggio senza ritorno. Erano le nove di mercoledì mattina. Cosimo stava giocando in casa dei nonni paterni, un appartamento al secondo piano in via Valpadana, in un condominio costruito nei primi anni Settanta con un intervento di edilizia popolare.  Oggi buona parte degli appartamenti sono di proprietà delle famiglie, compreso quello dei Micheli. Leandro, dipendente di un'azienda di Castelfiorentino ed Elisabetta, che lavora alla Coop di via Susini a Empoli. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, quest'ultima era in casa, impegnata nelle faccende domestiche.  Cosimo va sul terrazzo. Gioca. Poi si sarebbe appoggiato a uno dei tre pannelli in vetro che formano la ringhiera. Che avrebbe ceduto, volando giù e portandosi dietro il piccolo Cosimo in un volo di sette metri concluso con un tremendo impatto contro il terreno. Cosimo sbatte la testa. La nonna e un vicino corrono subito in suo aiuto. Perde sangue, non risponde. Arrivano i soccorsi, lo rianimano. Arrivano anche i genitori, che erano a lavoro. Francesca Mazzarella, 25 anni, un passato nella scherma a buoni livelli nella società cittadina, dipendente del call center Ccs di Empoli. E Alberto Micheli, 26 anni, fino a poco tempo fa dipendente di uno studio tecnico in centro. Lei vola al Meyer con il suo cucciolo a bordo dell'elisoccorso. Lui li segue in auto. È il viaggio della disperazione e della speranza. Con la prima che nel giro di poche ore spazza via la seconda. Cosimo viene ricoverato in terapia intensiva. L'impatto è stato devastante per il suo corpicino. I medici lasciano poche speranze e parlano di «condizioni molto molto gravi».  Nel giro di poche ore la situazione precipita, fino all'epilogo più tragico.  Francesca e Alberto, che vivono in via Giotto a Empoli, decidono di donare gli organi del loro angelo, ricevendo il plauso commosso e il ringraziamento anche del personale del Meyer di Firenze: medici e infermieri che avevano fatto di tutto per strappare Cosimo alla morte, perdendo la loro battaglia, ma alimentando quella di altre tre persone, che riceveranno gli organi del piccolo.  Intanto Empoli si è risvegliata col groppo in gola. La notizia che nessuno avrebbe voluto sentire si è diffusa rapidamente e il pensiero di tutti, carico di commozione, è andato al bambino che non c'è più e alla famiglia distrutta dal dolore. Una famiglia molto conosciuta e stimata in città, dove la nonna materna, Valeria Cioni è titolare del negozio Ottica Cecchi di piazza del Popolo; suo marito Giovanbattista Mazzarella è un ex poliziotto in pensione.  Oggi, intorno a mezzogiorno, la salma arriverà nelle sale del Commiato dell'ospedale di Empoli. Alle 15.30 nella Collegiata di Sant'Andrea, don Guido Engels officierà il funerale di Cosimo, che lui stesso aveva battezzato. Così come aveva celebrato il matrimonio tra Francesca e Alberto che, come ulteriore gesto di solidarietà, hanno chiesto di non portare fiori al loro piccolo, ma di fare offerte all'ospedale Meyer: «È un momento molto difficile per questi due ragazzi che conosco da sempre - dice don Guido Engels - dobbiamo stare loro vicini e pregare perché trovino la forza e il coraggio di superare questa tragedia». Toccante il messaggio di Agostino Gerra dello Scherma Club Empoli, che si rivolge alla sua allieva: «Che mamma coraggiosa che sei. Tutto il mondo della scherma - scrive il maestro su Facebook - è vicino a te. Sono distrutto dal dolore, non ho più lacrime. Cosimo, vivrai sempre nei nostri cuori».

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di Redazione web