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Reato di clandestinità disapplicato assolto dal giudice un macedone
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EMPOLI. Disapplicato in tribunale il reato di clandestinità. Assolto perché il fatto non è più previsto come reato Emrula Rahaman, macedone imputato per essersi trattenuto nel territorio italiano in violazione di un decreto di espulsione. Il decreto di espulsione per il macedone, difeso dall'avvocato Enrico Ancillotti di Empoli, era stato emesso dal prefetto della provincia di Livorno il 17 giugno 2005 e c'era stata l'intimazione del questore di Livorno a lasciare il territorio entro cinque giorni. La sentenza del giudice Paola Masi recepisce, come spiega l'avvocato Ancillotti, «l'indirizzo della corte di giustizia europea che con sentenza del 28 aprile scorso ha dichiarato la normativa in questione come ostativa della direttiva del parlamento e del consiglio europeo del 2008, direttiva che imponeva allo stato italiano di adeguare la normativa sui cittadini stranieri presenti clandestinamente nel territorio e che risulta scaduta il 25 dicembre 2010 per omissione legislativa». La sentenza recepisce, anche, «un indirizzo della prima sezione penale della corte suprema in data 28 aprile di quest'anno, indirizzo che delinea la disapplicazione della norma penale in conseguenza del vuoto legislativo per inadempimento alla direttiva comunitaria».
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