Il dolore
Quella lite esplosa in Buca d'Andrea
Marco Fani
Nel 1985 i giudici squalificarono Borgonovo primo al traguardo e il cencio andò a Botteghe
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Con Edo Cioni è cresciuta un'intera generazione di ragazzi che sono diventati l'attuale dirigenza delle Botteghe. Una contrada che, nonostante non vinca dal lontano 1990 (fu il secondo cencio con Dario Colagé detto Il Bufera su Pomponia), ha fatto della missione sociale un vero e proprio modo di intendere il Palio. E l'entusiasmo è pronto ad... esplodere. «Dieci anni fa - racconta il presidente Simone Picchi - scomparve il nostro Edo Cioni. Ma il suo carisma, i suoi insegnamenti e i suoi principi sono ancora ben forti e saldi in tutti noi. Ecco perchè sarebbe fantastico riuscire a riportare questo benedetto cencio a casa proprio in un anno così importante». Ma il pensiero del presidente è rivolto anche al suo giovane popolo di contrada. «Siamo una piccola realtà - prosegue Picchi - in cui tutti si danno da fare e in cui l'affetto e l'amore per i colori gialloviola non è mai venuto meno, nonostante che il cencio manchi da ventuno anni. Facciamo tante iniziative durante tutto l'anno e questi ragazzi si fanno letteralmente in quattro per la contrada. Senza dimenticare, poi, che per il terzo anno consecutivo il gruppo del calcetto ha centrato la finale. Da poco sono diventato padre di Sonia e vincere un cencio quest'anno, da dedicare a tutti coloro che erano troppo piccoli e che non hanno vissuto il bis del '90, sarebbe semplicemente fantastico». Un anno che ha segnato la storia delle Botteghe. «Il Palio di allora ad ingaggio era molto diverso da quello attuale - continua Picchi - ma quel successo fu un grandissimo capolavoro di Edo Cioni e di tutto lo staff dell'epoca. Ancora oggi fanno parte del collegio dei maggiorenti Assuelo Alderighi, Bruno Giannelli, mio padre Andrea Picchi e Loriano Sani, che contribuirono sicuramente a quel cencio. Fu una magnifica festa per tutta la frazione con una splendida cena organizzata in via del Colle. E state certi che prima o poi torneremo a far festa proprio in quella strada. Sarà la notte delle notti». Ma i contradaioli della prima ora ricordano anche il trionfo di Vittorio Ceciarelli nel 1985. L'anno in cui nacque la rivalità con Borgonovo. «Per noi doveva correre Salvatore Vigni - ricorda il presidente - ma essendosi rotto una gamba e non poteva scendere in Buca. Così la dirigenza andò a pescare a Roma il diciottenne Vittorio Ceciarelli. Al traguardo fu squalificato Alberto Antinori di Borgonovo per una serie di scorrettezze nei confronti del nostro fantino e trionfammo meritatamente. Da quell'episodio è nata una sana rivalità che dura ancora oggi. Una delle poche maturate in corsa».
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