Il Tirreno

Empoli

Bimbo vola giù dal terrazzo: è gravissimo

Francesco Turchi
I carabinieri di Empoli impegnati nei rilievi sul terrazzo da dove è caduto il bambino
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I carabinieri di Empoli impegnati nei rilievi sul terrazzo da dove è caduto il bambino

Stava giocando in casa della nonna quando si è spezzato un vetro della ringhiera

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 EMPOLI. Stava giocando sul terrazzo della nonna. Con la gioia e la spensieratezza di un bambino che deve ancora compiere tre anni e che aspetta, con impazienza, che babbo e mamma tornino da lavoro, per riabbracciarli e riempirli di baci. Una scena di serenità che in un attimo - per una fatalità - si è trasformata nel peggiore degli incubi: la ringhiera ha ceduto e il bimbo è volato giù. Ora la sua vita è appesa a un filo. Forse è scivolato ed ha sbattuto contro il pannello. Oppure si è semplicemente appoggiato a uno dei tre vetri inseriti nella ringhiera del terrazzo. Che ha ceduto, lasciando cadere il piccolo nel vuoto. Un volo di quasi sette metri, concluso con un tremendo impatto contro il suolo in ghiaia, a ridosso del marciapiede. Ora il piccolo si trova in un letto del reparto di rianimazione al Meyer di Firenze, che lotta per la vita, per tornare a casa, per avere un futuro, andare un giorno a scuola e vivere una vita cominciata da troppo poco tempo per finire in questo modo.  Il dramma si è consumato ieri mattina in un palazzo di Empoli. Secondo una prima ricostruzione, il piccolo era arrivato di buon mattino nella casa della nonna, situata al secondo piano di un palazzo costruito nei primi anni Settanta con un intervento di edilizia popolare. Proprio lì, in quella casa, con quel terrazzo, ci è cresciuto anche il suo babbo, insieme ai genitori, che anni fa avevano deciso di comprare quella che originariamente era una casa popolare.  Poco dopo le 9 la vita della famiglia ha svoltato, nel peggiore dei modi. Il piccolo è sul terrazzo, la nonna è impegnata nelle faccende domestiche. Il bambino gioca, probabilmente con i modellini delle auto. Ne ha uno anche di quella dei carabinieri. A questo punto c'è il black-out. Nessuno può sapere che cosa è successo. Di sicuro c'è che quel maledetto pannello, si spezza e vola di sotto per infrangersi a terra, insieme al bimbo, che perde i sensi. L'impatto è tremendo. Ma nella piazza su cui si affaccia il palazzo non c'è nessuno. La nonna non si sarebbe resa subito conto di ciò che è successo. A farla precipitare nell'incubo è un vicino, che passa casualmente e vede il piccolo a terra. Il bambino perde sangue, non risponde. L'uomo avverte la nonna, chiama il 118, che invia sul posto un'ambulanza della Pubblica Assistenza di Empoli. In pochi minuti arrivano i soccorsi. Le condizioni del piccolo sono disperate. Si teme che non possa farcela. Nel frattempo viene allertato l'elisoccorso Pegaso.  I telefonini di babbo e mamma, squillano poco dopo. I due giovani genitori lasciano il posto di lavoro e corrono a casa col cuore spezzato e un macigno sullo stomaco. Quando arrivano la loro creatura è distesa per terra, circondato dai soccorritori. Babbo e mamma piangono, si disperano e sperano. Il tentativo di rianimazione riesce. Il piccolo, che ha sbattuto violentemente la testa e ha numerosi traumi su tutto il corpo, viene portato sul Pegaso. Accanto a lui c'è la mamma. Non può lasciarlo solo e vola con il suo tesoro verso l'ospedale pediatrico Meyer. Il babbo il raggiunge poco più tardi in auto.  A casa resta la nonna, con la sua disperazione. E i carabinieri di Empoli, giunti sul posto per i rilievi, con l'obiettivo di ricostruire la dinamica dell'accaduto, sentendo anche l'anziana. I vicini, tra le lacrime, cercano di confortarla: «Ogni volta che lo incontro - dice uno piangendo - mi chiama, mi sorride con tenerezza. Che tragedia. Non ci resta che aspettare e sperare». Sperare nel miracolo. Il bambino è ricoverato nel reparto di rianimazione del Meyer. I medici definiscono le sue condizioni «molto molto gravi» e la prognosi «è strettamente riservata».

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