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È l'unica Granducale

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 «Il Palio non è solo una vittoria del cencio. Ma se la fortuna ci dovesse mettere lo zampino...». Da un anno il presidente Giancarlo Carmignani è tornato al timone della contrada Cappiano, l'unica che può vantare il titolo di "Granducale" (dopo un'attenta ricerca storica). Una stagione intensa, in cui il sodalizio calligiano ha portato avanti tante iniziative sul territorio, che hanno fatto sì che la contrada diventasse sempre più uno dei punti di aggregazione di paese. «Ho la fortuna di poter far parte di un bel gruppo - racconta il numero uno - con tanti giovani che si danno un gran da fare. È chiaro che il cencio sarebbe il regalo più bello per il nostro popolo. Ma come ripeto sempre ci vuole anche tranquillità, perché la componente fortuna è spesso determinante».  È impossibile non ripensare al 1984. Erano gli inizi e Cappiano stupì tutti col successo di Renato Gigliotti su Conte. Una festa che è rimasta nel cuore, anche perché piovve a dirotto. «È stato un anno importante - continua Carmignani - che ricordo anche per essermi sposato con mia moglie Tania. All'epoca ero soltanto un contradaiolo, ma l'entusiasmo in paese fu grande. In quella giornata pioveva forte e Gigliotti fece un capolavoro lavoro su Conte. Fu una bella doccia di gruppo, prima della cena al ristorante Cavaliere. Quindi incrociamo le dita e facciamo la danza della pioggia».  Proprio col fantino David è rimasto un rapporto che va avanti da anni. «Ha fatto la sua strada nel mondo delle corse - continua Carmignani - e ancora oggi è un grande allevatore. Una persona sensata di ottimi valori». La "nemica" storica è la Ferruzza. L'episodio più eclatante è accaduto nel 2006, quando il fantino di Cappiano Massimo Columbu decise di immolarsi "tirando" giù Giovanni Atzeni. «È stato un episodio molto particolare di corsa - commenta il presidente - ed è chiaro che quando si pianifica un palio si cerca sempre di vincere o di non far vincere la rivale. Ma è altrettanto vero che nessun dirigente di una contrada può chiedere al proprio fantino di mettere in gioco la carriera come è avvenuto in quel contesto, visto che non era nemmeno detto che la Ferruzza avrebbe poi vinto il Palio. Tengo anche a dire che Cappiano si è battuta, negli anni, per avere sempre più certezze dei regolamenti. E abbiamo apprezzato anche le nuove norme sull'antidoping». Con la Ferruzza rimane una rivalità, che non deve comunque uscire dagli stretti confini palieschi. «Assolutamente no - conclude Carmignani - basti pensare che proprio in quella contrada ho molti amici, uno dei quali era Bruno Ferrardini. Il Palio è sicuramente molto intrigante anche per questo, ma va vissuto con la giusta moderazione».

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