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QUI ROSSOVERDI
Nel nome di Montanelli
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C'è una contrada, Sant'Andrea, che più delle altre rappresenta la storia della vecchia Fucecchio. Un popolo, quello degli insuesi, che può vantare un passato glorioso e i natali a Indro Montanelli. Due anni fa, nell'anno del centenario della nascita del giornalista, la conrada festeggiò un'incredibile vittoria con Alberto Ricceri su Mississippi, quando l'oscurità sembrava già padrone della Buca. Un successo che ha riacceso l'entusiasmo e l'orgoglio rossoverde: «Sono un uomo di sport - racconta il governatore Sergio Gasparri - e ho avuto la fortuna di vincere nel calcio sia con gli adulti, sia con i ragazzi. Ma se devo essere sincero la gioia per un cencio non è paragonabile alle emozioni che si vivono in panchina. Due anni fa abbiamo goduto come matti per un cencio che mancava da tanto tempo. Proprio per questo posso promettere che ce la metteremo tutta per portare un altro Palio». Parole da cui traspare anche il senso d'orgoglio per essere nato nella parte alta della città. «Negli ultimi anni - continua il governatore - Sant'Andrea ha vissuto enormi flussi migratori, sia in entrata, sia un uscita. Oggi il quartiere è abitato soprattutto da gente che viene da fuori. Chi è nato qui, tuttavia, continua ad essere legato alle proprie origini. Come disse Indro Montanelli in una celebre visita nel 1990, gli insuesi hanno una marcia in più. Un orgoglio forte che viene manifestato in tante iniziative durante l'anno. E come governatore sogno anche di riuscire a completare la ristrutturazione della parte mancante del palazzo della Volta». Sant'Andrea è tornata alla vittoria nel 2009, interrompendo un digiuno che durava dal 1991, quando ad imporsi fu Angelo De Pau su Ulita Days. In precedenza il cencio era arrivato grazie all'accoppiata Bucefalo-La Scodata. E anche quella volta si rischiò di non correre. «Forse è un segno del destino - prosegue Gasparri - ci sono dei curiosi aneddoti che legano la prima vittoria alla terza. Anche nel 1987 la corsa terminò quasi al buio. Abbiamo vinto due palii alle 21 e pur non avendo contrade rivali ce li siamo sudati come matti». Di tutti i fantini Sant'Andrea ha un ottimo ricordo. «Con tutti abbiamo instaurato qualcosa d'importante - puntualizza Gasparri - ma chi vince entra di diritto nel cuore della contrada». Forte è anche il legame col capitano Emilio Lorenzelli, che insieme al governatore Gasparri ha avuto un maestro senese d'eccezione. «Il compianto Lazzaro Beligni - conclude Gasparri - è stato il nostro cavallaio a Siena, ma soprattutto un grandissimo maestro di palio. Tra i tanti insegnamenti che ci ha lasciato c'è la frase che dice che per fare bugiardo un uomo ci vuole un cavallo. Un grande professionista che ci ha aiutato a compredere un ambiente complesso come questo».
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