Il Tirreno

Empoli

Una banca e tre fattorie nel circondario un poker di centenarie di successo

Elisa Bigazzi
Una banca e tre fattorie nel circondario un poker di centenarie di successo

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 EMPOLI. Sono quattro le aziende dell'Empolese-Valdelsa che hanno fatto domanda d'iscrizione nel registro nazionale delle imprese storiche: si tratta di aziende che contano oltre cento anni di attività continuativa. Fra le nostre imprese centenarie spicca la Fattoria dei fratelli Bini. L'azienda, posta sulle colline di Monterappoli, passata di generazione in generazione, è oggi gestita da Elena e Francesca Bini Moriani. La sede storica dell'azienda, è la cinqucentesca Villa del Terraio, circondata da vigneti e da uliveti. «La Fattoria Bini - spiega Elena Bini Moriani - nasce nella prima metà dell'Ottocento per volontà di Mariano Bini che, grazie alle sue capacità ed alla sua longevità, porterà l'azienda Bini ad essere una delle più estese fattorie dell'Empolese». Moriani, di origine livornese, si trasferisce ad Empoli nel 1794 per continuare l'attività del padre, commerciante di vino e proprietario di tre osterie a Livorno. Mariano investe nell'attività agricola acquistando molti terreni, tanto che alla sua morte la fattoria sarà composta da circa 30 poderi. Ha 4 figli maschi e 3 femmine: al maggiore, Saverio, viene affidata la conduzione della fattoria e, essendo l'unico maschio a sposarsi, le varie proprietà riconfluiscono ai suoi discendenti. Saverio aumenta ulteriormente il patrimonio dell'azienda acquistando anche la Fattoria di Loro nel 1850 e la fattoria di S.Ansano nel comune di Vinci nel 1857. A fine Ottocento a Saverio subentra il figlio Paolo al quale si deve l'acquisto della Villa e della Fattoria del Terraio a Monterappoli. Oggi i terreni coltivati sono suddivisi tra la Fattoria del Terraio a Monterappoli e la Fattoria di S.Ansano. L'azienda ha un'estensione di circa 400 ettari.  L'attuale produzione della Fattoria Bini è composta da vini rossi di alta qualità, un vin santo toscano ed un olio extravergine d'oliva. «Da due anni - continua Elena Bini Moriani - dopo un lungo periodo in cui i nostri prodotti sono stati destinati al commercio all'ingrosso, abbiamo iniziato la commercializzazione diretta e per la prima volta quest'anno abbiamo partecipato al Vinitaly. L'obiettivo è arrivare a produrre 30mila bottiglie all'anno».  E' iscritta nell'elenco nazionale delle imprese storiche anche la banca di Cambiano, fondata nel 1884. «Già da dieci anni - spiega Giuliana Scardigli, che lavora nella sede empolese della banca - facciamo parte dell'unione delle imprese storiche toscane e adesso siamo orgogliosi di poter fare parte anche dell'elenco nazionale delle attività centenarie».  Se il nostro territorio può vantare la più antica Bcc oggi operante in Italia, ciò si deve ad una serie di singolari circostanze verificatesi alla fine dell'Ottocento, quando il noto economista Leone Wollemborg, che divenne in seguito senatore del Regno e ministro delle finanze, pensò di introdurre in Italia le "Casse cooperative di Prestiti", organismi in grado di consentire anche a piccoli operatori agricoli o modesti artigiani di accedere al credito e di sviluppare la loro attività. Fu nel padovano, che il 20 giugno 1883 Wollemborg fondò la prima Cassa di Prestiti italiana: assieme a lui, non solo come amico ma pure come sincero sostenitore dell'iniziativa, c'era il professor ingegner Vittorio Niccoli, nato a Castelfiorentino. L'amicizia e la stima che legavano Wollemborg e Niccoli furono elementi determinanti nel portare, dieci mesi più tardi, alla costituzione della "Cassa di Prestiti di Cambiano", una frazione di Castelfiorentino, dove Niccoli aveva alcune proprietà. Fu così che il 20 aprile 1884, fu rogato l'atto costitutivo.  Fra le aziende centenarie anche il Casale di Giglioli e Rinaldi a Certaldo. «Le origini dell'azienda - racconta Antonio Giglioli, uno degli eredi - partono dal 1770. Abbiamo un libro dove sono descritti tutti i raccolti a partire da quella data fino al 1915. Applichiamo il metodo di coltivazione biologica e biodinamica dal 1980: le nostre produzioni sono il vino, vinsanto, spumante, aceto, aceto balsamico, grappa, grappa riserva, brandy, olio extra vergine di oliva e il farro. La coltivazione biodinamica - prosegue Giglioli - permette di superare i problemi climatici causati dall'uomo ed avere alimenti sani e vitali per tutti. Questo perché si stimolano le piante a creare le loro difese immunitarie».  A servire il poker del circondario nel registro nazionale delle imprese storiche, c'è anche la Fattoria di Fiano a Certaldo, di proprietà di Ugo Bing. L'azienda agricola appartiene alla famiglia Bing dal 1940, dopo averla acquistata da Giuseppe Fiaschi, ma il nucleo originario della Fattoria, risale al XII secolo. La fattoria di Fiano, infatti, conserva tutt'ora alcuni particolari architettonici del monastero dei Vallombrosani. L'azienda produce vino, olio, grappe e vinsanto.

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di Redazione web