Finanza
Quello scippo della scuola, mai digerito
È lo screzio simbolo della lotta tra due frazioni: per salvare quella di Torre fu chiusa a Massarella
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Era il 1998 quando Massimo Coghe su Golden Lucky regalò il primo storico cencio a Massarella. È iniziata con queste premesse una favola paliesca che ha portato la contrada a diventare una delle più grandi realtà (e più vincenti) del Palio. Vittorie a ripetizione, entusiasmo del popolo da guinness dei primati, oltre che un legame sempre più stretto col territorio, grazie anche all'attività del Gruppo spontaneo d'iniziativa della contrada. Elementi che sono diventati punti di forza del sodalizio guidato da David Giuggiolini, nuovo presidente al posto di Paolo Cardini dopo aver ricoperto per diverse stagioni la carica di capitano, oggi in mano a Alido Boschi. «Con Alido - racconta Giuggiolini - abbiamo un rapporto stretto, di amicizia e stima reciproca da anni. Stiamo lavorando con grande entusiasmo per ottenere il massimo». Massimo che equivale a sognare un nuovo cencio. «Ci proveremo - ammette il presidente - anche perchè abbiamo ancora tutti negli occhi e nel cuore ciò che abbiamo avuto la fortuna di vivere negli ultimi anni. La prima vittoria del 1998 è sicuramente particolare da ricordare. Arrivò grazie anche ai preziosi suggerimenti di Massimo Coghe. All'epoca non c'era ancora la tratta e il cavallo Golden Lucky fu scovato ad Asti». Un cencio che è stato il prologo per altre vittorie, tra cui un incredibile cappotto. Massarella, infatti, detiene un record storico del Palio: è stata la prima contrada a fare centro per due volte consecutive. «Il cencio del 2000 è stato qualcosa di incredibile - ricorda il presidente - mia mamma Mirella aveva problemi di salute e gli promisi che avrei fatto di tutto per regalargli questa seconda gioia. Vincemmo con Gianluigi Mureddu su Shakuntuala. Purtroppo morì pochi giorni dopo la corsa, ma sono ancora oggi profondamente orgoglioso per ciò che avvenne in Buca». Poi il cappotto nel segno di Bandini. «È stata una sorpresa per tutti - ammette Giuggiolini - vincere per due anni di fila è stato incredibile. Ti aspetti che qualcosa vada storto o che non ti sia consentito di bissare la vittoria dell'anno precedente. Invece tutto andò alla perfezione». Con Bandini è rimasto un rapporto di cordialità, anche dopo il passaggio alla rivale. «Del resto - continua Giuggiolini - un fantino è un professionista. Dispiace vederlo con la rivale, ma fa parte del gioco». Non manca nemmeno un messaggio a tutto il popolo. «Si merita un altro cencio per tutto quello che sta facendo per questo paese. Da parte nostra stiamo cercando di allestire la macchina migliore».
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