La manifestazione
Nel giugno 1944, guidava un P47 Thunderbolt
Il pilota scomparso
Claudio Biscarini
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Aerei Thunderbolt della aeronautica statunitense L'aereo, colpito, finì presso Massarella
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FUCECCHIO. Il fronte era relativamente lontano da Fucecchio, il mattino del 25 giugno 1944, quando il P 47 Thunderbolt numero di serie 42-266684, pilotato dal giovane 2º tenente Erwin Ginsberg del 522nd Fighter Squadron, 27th Fighter Group, decollava dall'aeroporto di Ciampino. Destinazione: Cascina. Bombardamento e mitragliamento. Il velivolo era armato con due bombe alari da 500 libbre e le solite mitragliere Browning calibro 50. Ma qualcosa andò storto. Il suo gregario, secondo tenente Robert L. Hosler, testimoniando, dichiarò: «Volavo nella seconda posizione della Sezione Bianca, con l'ordine di bombardare e mitragliare nella zona di Firenze il 25 giugno 1944. Stavamo mitragliando alcuni mezzi di trasporto sulla strada tra Serravalle e Pistoia, come ci era stato indicato. Mentre ci gettavamo sull'obiettivo, il tenente Ginsberg, che volava nella terza posizione della Sezione Bianca, chiamò per radio avvertendo che era stato colpito e che la pressione dell'olio del suo aereo stava scendendo. Egli virò a est, apparentemente verso la costa. Lo seguii e vidi che perdeva quota molto rapidamente. Egli "spanciò" su un campo aperto. Apparentemente aveva il suo velivolo sotto controllo ma all'atterraggio vidi che il velivolo era un poco alto dietro. Non ho visto il tenente Ginsberg gettarsi fuori dall'aereo». Dove era caduto il P 47? Secondo il Missing Air Crew Report, a tre miglia a nord est di Fucecchio. Quindi, se i nostri calcoli non sono errati, nella zona piana presso Massarella. Questi documenti (obbligatorio compilarli, da parte degli aviatori dell'esercito degli Stati Uniti, dal 1942) servivano per identificare i punti di caduta dei velivoli. Spesso, come nel caso del ventenne Ginsberg, erano accompagnati da uno schizzo rivelatore del punto di caduta. Il 26 giugno 1944, il tenente statunitense venne dichiarato ufficialmente perduto in battaglia dal suo comando, che dette anche una descrizione del velivolo. Le stelle identificative di nazionalità erano regolarmente applicate. Inoltre, aveva una banda rossa orizzontale sullo stabilizzatore di coda, una banda rossa attorno alla fusoliera e una Q dipinta in rosso su entrambi i lati della fusoliera stessa. Dai documenti ufficiali, non è possibile stabilire il destino del pilota. Nessuno, dall'aria, vide le sue mosse successive alla caduta. Chissà se qualche testimone, ancora vivente, ricorda un aereo, che s'abbatté al suolo e di un giovane ufficiale che lo pilotava. In quel giorno di gine giugno del 1944.
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