Il Tirreno

Empoli

Oggi i fedeli festeggeranno con un pranzo il parroco tifosissimo dell’Empoli

I 25 anni di sacerdozio di don Enrico

Filippo Cioni
Don Enrico Giachetti
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Don Enrico Giachetti

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 SPICCHIO. «Ai fedeli ho sempre detto che la vita deve essere dedicata per qualcosa o per qualcuno. L'importante è spenderla per quello in cui si crede».  Auguri a don Enrico Giachetti, parroco di Spicchio che insegna la fede lontano dai conformismi. Come, per esempio, seguendo una sua grande passione: il calcio, l'Empoli in particolare, tifosissimo in maratona. «Perché - dice - un parroco deve essere versatile, vivere in tutto quello in cui vive la gente».  Compie oggi 25 anni di devozione alla fede, nella chiesa di Spicchio questa mattina dopo la messa sarà organizzato un pranzo coi fedeli per festeggiare l'importante traguardo.  Tre anni a Sant'Andrea, due anni a Sesto Fiorentino, dal 1991 al 1997 nella parrocchia di Cortenuova e poi il passaggio a Spicchio. Dovunque è stato don Enrico ha predicato non necessariamente dentro le mura di una chiesa.  «Quando ero giovane - dice don Enrico - fui colpito dal parroco di Monterappoli don Vittorio Colsi. Predicava su un trattore mentre tagliava il grano con la gente o in altre circostanze popolari. Era duttile, versatile, viveva di quello che vivevano le persone. Quando morì, nel 1978, rimasi colpito da quello che aveva seminato, una voce mi disse di seguire la sua strada e il suo modo di seguire la fede. Avevo intrapreso studi commerciali ma capii che la mia vera strada era verso Dio».  Credere in qualcosa. Don Enrico lo ripete sempre ai suoi fedeli da quando ha indossato l'abito talare. «Per me è il messaggio più importante. Credo che la vita debba essere abbracciata, spesa per un obiettivo - commenta don Enrico - purtroppo oggi questo non sempre avviene, anche tra i giovani». In 25 anni don Enrico ha conosciuto tante comunità. «Voglio bene a tutte quante e loro lo vogliono a me, con loro ho sempre cercato di instaurare un dialogo. La mia vita di parroco - racconta don Enrico - si porta dietro tanti ricordi belli, fare un elenco è difficile. Sicuramente la prima messa a Cortenuova nel 1991, al mio primo vero incarico da parroco in una parrocchia "tutta mia" fu un emozione particolare. Avevo appena trentuno anni».

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