Gioco
Ciak si gira in città a Fucecchio il set del film di Salvadori
Riccardo Cardellicchio
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FUCECCHIO. Ormai non ci sono più dubbi. Il fucecchiese Graziano Salvadori sta per dare il via alla sua prima avventura cinematografica come soggettista, sceneggiatore e regista. Roba da far tremare i polsi a chiunque. Anche perché il tema non è dei più facili (adozioni e omosessualità) e, al fondo, c'è la scelta culturale, importante quanto impegnativa, di riscoprire la commedia all'italiana. Classica. «Un tentativo - tiene a precisare -. Magari ci riuscissi». Andiamo con ordine. Titolo: "Sarebbe stato facile...". Soggetto, sceneggiatura e regia di Graziano Salvadori, quindi film d'autore. Cast all'insegna della toscanità, salvo poche eccezioni: lo stesso Graziano Salvadori, poi Niki Giustini, Katia Beni, Luca Ward (il doppiatore del Gladiatore), Gaetano Gennai, Gianfranco Monti, Alessio Nonfanti, Nando Mozza. Con la partecipazione straordinaria di Giorgio Panariello, Carlo Conti e Novello Novelli. «Per l'altro ruolo femminile, sono ancora indeciso», ammette Salvadori. Sul suo taccuino, due nomi: quello di Giorgia Wurth, genovese, poco più che trentenne, vista nella sesta edizione di "Un medico in famiglia", ma anche nel ruolo di Ilona Staller nel film "Moana" e autrice del romanzo "Tutto da rifare", edito da Fazi e pluripremiato nel 2010. L'altro è quello di Naike Rivelli, attrice, modella e cantante (nome d'arte Nayked), quasi quarantenne, figlia dell'attrice Ornella Muti e del produttore spagnolo Jose Luis Bermudez de Castro. Di lei, si ricordano gli inizi cinematografici, avvenuti quando aveva sedici anni: nel 1990, venne scelta da Ettore Scola per il suo film "Il viaggio di Capitan Fracassa". Salvadori ha ancora qualche giorno per decidere. Colonna sonora dei Big Ones, band pontina. La collaborazione è stata voluta da Salvadori. Nessun tentennamento. Dice: «Siamo stati insieme il 1º maggio a Latina per uno spettacolo che ha richiamato quindicimila persone». La trama. Prendete due uomini e due donne. Gente di buona famiglia. Gente bene educata. Una delle due donne, addirittura, cattolica dichiarata. Non sanno cosa voglia dire outing, dio ce ne scampi e liberi. Insomma, quattro persone normali. All'apparenza. In realtà sono altro. Sono omosessuali. E non lo sono in una grande città, dove la gente si fa i fatti suoi, ha altro cui pensare. No, lo sono in una realtà piccola, dove la curiosità, le malelingue, le maldicenze e l'omofobia si sprecano. Mettete che, a un certo punto, ai quattro venga voglia d'essere e padri e madri e di pensare ad adozioni. Mischiate con la situazione, gli ostacoli che incontrerebbero ad esternare questa richiesta come singoli o, ancora peggio, come coppie omosessuali. Bene, tale cocktail li porta a percorrere una strada che ritengono tranquilla: quella del matrimonio eterosessuale. Bello a vedersi quando falso. Un espediente architettato per mettere a tacere l'ipocrisia. Con finale a sopresa. Tema attuale, fonte sempre di polemiche, che il film di Salvadori potrebbe rinfocolare, ma a fin di bene. «Ovviamente si ride», tiene a precisare. Si ride, ma non ci si sganghera dalle risate, come i comici toscani ci hanno abituati. E qui entra in gioco l'obiettivo di Salvadori: rimettere in campo la commedia all'italiana: classica, non rivista e rimaneggiata fino a cambiarle i connotati. Quella che ti faceva ridere, qualche volta, anche amaro. «Cominceremo le riprese a luglio"» informa. Location principale: Fucecchio. «Ho portato con me il direttore della fotografia e l'aiuto regista. Li ho portati nella parte alta. Sono rimasti impressionati, ammirati. Gireremo in piazza dei Caduti (piazza Vittorio Veneto), dove c'è il Palazzo Pretorio, sul Poggio Salamartano e in Rocca Corsini». Novanta per cento a Fucecchio, il resto tra Abetone, Pistoia (dove il 25 maggio verrà effettuato il casting, dalle 14 alle 20, al centro commerciale Panorama), Torre del Lago e Firenze. A essere catturato dal soggetto di Salvadori è stato il produttore Angelo Bassi della A.B. Prodution Mediterranea. Ma deve avere avuto anche un ruolo il suo curriculum. Iniziato, nel 1989, con "Vernice fresca", spettacolo in onda su Cinquestelle e condotto da Carlo Conti.
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