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Il sogno del debuttante

Il sogno del debuttante

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«La fortuna aiuta chi è bravo. Ma prima o poi finisce. E se nel Palio finisce...». Sarà il suo primo Palio da presidente. E Luca Ferri, nuovo timoniere di Porta Raimonda, ha un'idea chiara su come riportare il popolo a rivivere quella splendida cavalcata che segnò gli anni Novanta. «In contrada c'è un bellissimo clima - racconta il numero uno gialloblù - stiamo lavorando come matti e c'è un entusiasmo sempre più coinvolgente. Un clima che assomiglia tanto a quello vissuto in passato.

E non voglio aggiungere altro. Ecco perché siamo pronti. Il sogno è quello di regalare il cencio ai ragazzi più giovani, che non hanno assaporato pienamente l'era della Raimonda. Se potessi comprerei direttamente il cencio».  E l'entusiasmo del presidente Ferri ha contagiato anche il capitano Giovanni Catastini, da sempre anima del sodalizio gialloblù. «Giovanni è un infaticabile - racconta il presidente - vive il Palio con grande attesa. La sua competenza è un punto di forza per tutti noi».

Impossibile non pensare a qui tre cenci conquistati nei mitici anni Novanta. Il primo, indimenticabile, arrivò nel 1993. E protagonista fu il fantino Salvatore Ladu, detto Cianchino sul missile Cotton Quick, un cavallo che è diventato il mito della contrada. «Cotton diventò un pensionato di lusso - ricorda Ferri - fu allestito un recinto dove poteva pascolare liberamente. I bambini, compresa mia figlia Camilla, andavano a portargli le mele».  Se il primo cencio non si dimentica mai, il secondo e il terzo hanno visto protagonista il fantino Beppe Pes, uno dei big di Siena, rimasto nel cuore della gente. «Ha messo le radici in contrada - continua il presidente - con la grande umilità, il cuore e la competenza professionale che l'ha sempre caratterizzato. Ha dato tanto a noi e ha sicuramente ricevuto altrettanto. Beppe è stato semplicemente un numero uno.

E non a caso, proprio con lui, sono arrivate la seconda e la terza vittoria».  Il Palio vive soprattutto di rivalità. E il messaggio ai "nemici" di Porta Bernarda è chiaro. «Hanno interpretato meglio di noi la tratta - spiega Ferri - ma anche la fortuna è stata quasi sempre una loro alleata. Per la legge dei grandi numeri prima o poi anche la dea bendata girerà. Nell'anno dell'ultima vittoria si sono qualificati col cavallo scosso. Ma nell'ultimo Palio il frustino di Mulas è caduto a terra...».  Infine un messaggio per tutta la contrada. «Ripeto - conclude Ferri - ciò che ho detto fin dal primo giorno del mio insediamento. Per il nostro popolo mi batterò per una nuova sede».

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