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Querciola non vince dal '97, Samo è a secco: «Pronti a un pellegrinaggio a casa del fantino»
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«La febbre sale giorno dopo giorno. E l'unica medicina a disposizione per abbassare la temperatura è riportare il cencio a casa». Parole del presidente Luca Allegri. Parole che infiammano il popolo di Querciola, che sogna ad occhi aperti di poter rivivere quelle vittorie di metà anni novanta, che portarono il sodalizio arancioverde prima a bissare nel 1994 il cencio del 1982 e poi a conquistare un'incredibile tris a distanza di soli tre anni. I primi a credere nell'impresa sono il presidente Luca Allegri e il capitano Gino Colibazzi. Un sodalizio inossidabile che va avanti da anni è che ha portato la contrada a diventare una grande protagonista nell'universo paliesco. «Gino è come un fratello - racconta Allegri - e proprio come il sottoscritto vorrebbe vincere per regalare una gioia ai contradaioli più giovani, che non erano ancora nati nel 1997 o che erano troppo piccoli per gustarsi quelle emozioni». Il presidente fa poi una promessa alla contrada in caso di ritorno al successo. «Nel 1994 quando trionfammo con Beppe Pes - prosegue - organizzammo una gita in bicicletta a casa sua. Non fu facile arrivare fino ad Asciano, ma pur di tornare al cencio saremmo disposti a riprovarci. Il problema sarà per chi è invecchiato rispetto ad allora, ma francamente questo sforzo supplementare non ci preoccupa». Impossibile non ricordare le vittorie e alcuni aneddoti che hanno segnato gli anni di Palio. «La vittoria del 1994 - continua Allegri - arrivò grazie al capolavoro firmato da Gino Colibazzi e alla grande abilità di un numero uno come Beppe Pes. Un fantino che ha segnato la nostra contrada, sia per la sua grande abilità in corsa, sia per le sue incredibili qualità umane. Andarono insieme a Newmarket, cittadina alle porte di Londra. E lì acquistarono un purosangue dal nome accattivante: Grand Prix. All'epoca non c'era la tratta e questa scelta fu azzeccata visto che il cavallo era un missile. A livello personale non mi dimenticherò nemmeno i tanti viaggi di andata e ritorno, in tutta Italia, che nei primi anni Ottanta facevano alla ricerca dei migliori cavalli. Uno di questi ci portò alla vittoria del Palio nel 1982». Tra i ricordi, infine, c'è anche la famosa torta realizzata per festeggiare il cencio del 1997 col fantino Angelo De Pau, ancora oggi amico e punto di riferimento della contrada. «Nessuno si aspettava il cencio - conclude il presidente - ma in quell'occasione la nostra cucina si superò. Fu realizzato un dolce degno del miglior pasticcere italiano».
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