Il Tirreno

Empoli

L’assessore difende le politiche di Castelfiorentino da chiacchiere e luoghi comuni sugli aiuti erogati dall’amministrazione

Troppi soldi agli immigrati? Una fandonia

Stranieri che vivono a Castello
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Stranieri che vivono a Castello

Rigoli: ai cittadini stranieri va solo il 18% dei contributi sociali

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 CASTELFIORENTINO. Fare chiarezza sulla questione dell'immigrazione. Dopo l'iniziativa "Piacere di conoscersi" e l'avvio del progetto "Castello alto", l'assessore alle politiche sociali Maria Diletta Rigoli interviene sul tema per sgombrare il campo dai luoghi comuni che circolano in paese. «Gli aiuti economici - dice - vengono erogati sulla base di criteri oggettivi, uguali per tutti».  «Da tempo - afferma l'assessore - si susseguono voci più o meno fantasiose e varie sul tema immigrazione nel nostro comune, frutto di una disinformazione che è mio dovere combattere. A Castelfiorentino l'attenzione per gli immigrati non è mai significata disattenzione verso i castellani autoctoni, anzi, Castello è dei Castellani: slogan semplice ma che vuole essere inclusivo poiché di fatto Castello è di tutti coloro che lo amano, siano italiani o migranti. E' dall'amore per il nostro territorio che nasce l'esigenza del dialogo interculturale, della conoscenza reciproca e delle azioni concrete che l'amministrazione insieme ad associazioni e cittadini mette in campo per far sì che nessuno si senta straniero a Castelfiorentino».  L'assessore non si nasconde il malessere che molti provano, «un senso diffuso di estraneità - così lo definisce - che si rispecchia e palesa nelle tante persone che davanti a una difficoltà di carattere economico o lavorativo o abitativo, trovano nell'immigrato il colpevole, l'usurpatore, colui che lede il proprio diritto. Le stesse persone che magari, quando lo straniero è il vicino di casa dimostrano accoglienza e attenzione ai bisogni, perché in fondo così è il castellano: generoso e leale».  «Non è da ora - prosegue - che arrivano alle mie orecchie le lamentele sui contributi che l'amministrazione concederebbe agli stranieri a discapito degli italiani, o sulle assegnazioni delle case popolari fatte anch'esse solo a favore degli stranieri. È giunto il momento di fare chiarezza: dai rendiconti dei contributi concessi dal Comune tramite i servizi sociali da gennaio a oggi più dell'82% sono erogati per cittadini residenti di origine italiana e solo poco più del 18% verso cittadini residenti di origine straniera».  Questo dato, invariato negli ultimi anni, secondo l'assessore alle politiche sociali dovrebbe fugare dubbi e voci quali i fantomatici 30 euro, oppure 50 a seconda delle versioni, che il Comune concederebbe ad ogni immigrato ogni singolo giorno. «Magari - commenta - potessimo dare a tutti queste cifre, saremmo un comune ricchissimo. La realtà è invece ben diversa: italiani o stranieri che siano, ciò che valutiamo sono i bisogni concreti, le difficoltà crescenti che c'impongono ogni anno di aumentare la quota che destiniamo ai servizi sociali per fronteggiare i tagli del governo e la crisi che colpisce sempre più persone, non riuscendo tuttavia a soddisfare tutti i bisogni come vorremmo».  Un altro nervo scoperto è quello delle case popolari: nella graduatoria definitiva che è consultabile da tutti sul sito del Comune nelle prime dieci postazioni sono 6 le famiglie italiane e 4 quelle straniere. «Questi dati - conclude l'assessore - vogliono dire solo quanto spesso il sentito dire per strada sia fuorviante e non rispecchi la verità. Ciò che mi preme è che si lavori tutti affinché le cause di queste voci vengano tolte alla radice, perché tutti c'impegnamo per costruire una società unita, rispettosa e che vive il senso di attaccamento alla città, attaccamento che diventa ponte e non muro verso gli altri».

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