Il Tirreno

Empoli

Montelupo cittadella della scienza

La conferenza stampa di presentazione del Festival delle cose invisibili
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La conferenza stampa di presentazione del Festival delle cose invisibili

Da domani a domenica il Festival delle cose invisibili

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 MONTELUPO. Montelupo per tre giorni diventa una piccola città della scienza. Esperti di matematica, fisica, chimica, ma anche arte e nuove tecnologie a confronto su "Termodinamica e trasformazione della materia".  La camera a nebbia per spiegare gli "Stati metastabili", modelli matematici per raccontare la trasformazione della materia, giochi con le bolle di sapone per affrontare in modo ludico la termodinamica, lezioni in piazza per approfondire diversi temi a carattere scientifico con esperti delle discipline più disparate: sono alcuni ingredienti della seconda edizione del "Festival delle cose invisibili" che si svolgerà da domani a domenica tra il Museo della Ceramica, piazza Salvo D'Acquisto, il planetario e le strade della città.  Il festival è una manifestazione a carattere scientifico che cerca di affrontare con rigore tematiche complesse, come appunto la termodinamica, con l'obiettivo di renderle accessibili. «Cercheremo di capire - spiega l'assessore Luca Rovai, ideatore del festival - se la materia che ci circonda è sempre stata così: guarderemo indietro nel tempo e nello spazio e sbirceremo dal buco della serratura del grande anello acceleratore al Cern di Ginevra. Parteciperemo a laboratori in grado di farci incontrare le leggi della fisica e della matematica con cui noi tutti ci imbattiamo quotidianamente, senza accorgersene».  Numerosi i partner scientifici che hanno aderito al progetto: Cnr con il Centro Studi Dinamiche Complesse e con l'Ino, l'Open Lab di Sesto Fiorentino, Caffè Scienza, il Museo del Calcolo di Sovigliana e il Museo della Scrittura di San Miniato, il Consorzio Lamma, Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa.  L'Agenzia per lo Sviluppo, durante i tre giorni del festival, organizzerà un convegno incentrato sull'innovazione e sull'applicazione delle scoperte scientifiche ai comparti produttivi, molte aziende, operanti nei settori più disparati sono chiamate a presentare i loro studi ed, eventualmente i loro prototipi.  «Il convegno vuole essere un'occasione di incontro fra chi fa ricerca a livello universitario e chi attinge dalla ricerca ai fini produttivi e commerciali - aggiunge Rovai - ci sono esperienze particolarmente significative sul nostro territorio, come la Grado Zero Espace di Montelupo che da anni collabora con l'Esa e che ha iniziato un progetto finalizzato a trasferire in oggetti di uso comune le innovazioni usate nello spazio».

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