Il Tirreno

Empoli

I residenti contro gli operatori del San Pietro Igneo: sono loro a parcheggiare dove non si può

Sosta selvaggia, polemica no stop

Graziano Banchini
Un parcheggio abusivo nell’area interna al San Pietro Igneo
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Un parcheggio abusivo nell’area interna al San Pietro Igneo

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 FUCECCHIO. I residenti d'insù, come chiamava Indro Montanelli la parte alta di Fucecchio, non ci stanno, e replicano punto per punto alle accuse lanciate contro di loro dal personale sanitario dell'artoprotesica per la sosta selvaggia nell'area dell'ospedale, in particolare quella sul retro che guarda via Sottovalle.  «Non è vero - sostengono i residenti - che il caos della viabilità interna all'ospedale sia dovuto solo alla presenza delle auto dei residenti che sottraggono posti e spazi al personale sanitario e ai familiari dei degenti. Nell'area interna all'ospedale gli spazi per la sosta sono limitati, numerati, e riservati a chi è munito di autorizzazione. Ma oltre a questi, e a qualche abitante d'insù, la maggior parte delle auto sono senza l'autorizzazione e appartengono al personale ospedaliero, tant'è vero che quando la vettura dell'auto medica è rimasta bloccata per le auto in sosta selvaggia e per rimuoverla è intervenuta la polizia municipale, erano le 11, e a quell'ora i residenti sono al lavoro da un po'».  «La situazione della viabilità - prosegue un abitante della zona - si è complicata da quando sono iniziati i lavori per la costruzione del nuovo accesso meccanizzato per la mobilità pedonale perché il cancello che si trova in via Sottovalle in basso alla cappellina mortuaria, è sempre aperto e chiunque dall'esterno può salire fino alla parte alta. I cartelli di divieto di transito sono spariti, sostengono i residenti, e nessuno si è preoccupato di ricollocarli. L'andirivieni delle auto a qualsiasi ora finisce quasi sempre con qualcuno, che non è detto sia un residente, che parcheggia in malo modo o comunque in maniera tale da impedire il transito dei mezzi di soccorso, e l'episodio dell'auto medica imprigionata ne è l'emblema».  Ma nonostante questo episodio del quale ha dato conto anche il giornale, nessuno al momento ha mosso un dito per cercare di risolvere i problemi, anzi sono solo scaturite polemiche e scambi d'accuse tra personale sanitario e residenti della parte alta, gli uni e gli altri che si puntano il dito contro. Ma a questo punto una domanda è lecita: a chi spetta garantire la sicurezza della circolazione nell'area del presidio ospedaliero? Al comune, all'Asl o a entrambi? E se l'auto medica in uscita per un servizio urgente in codice rosso dovesse nuovamente restare bloccata, chi dovrà rispondere dell'eventuale interruzione di pubblico servizio? A queste domande è auspicabile che qualcuno risponda regolamentando, disciplinando e sorvegliando la circolazione come si conviene ad un struttura come quella fucecchiese, un vero fiore all'occhiello per la sanità toscana e per la città del palio.

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