Finanza
Irruzione della guardia di finanza in una casa di Spicchio: il trentenne inchiodato dalle impronte digitali
Sorpreso nel sonno e arrestato
Francesco Turchi
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La finanza e Violeta con il poster che le ha regalato Besnik In manette un ricercato dall'Interpol per detenzione e porto di armi da guerra
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VINCI. Era ricercato dalle polizie di tutta Europa e dall'Interpol per detenzione e porto d'armi e munizioni da guerra e per aggressione. La guardia di finanza l'ha scovato e arrestato in una casa di via Buonarroti a Spicchio dove viveva con la compagna. Al momento del blitz Besnik Kulla, 30 anni, albanese, ha negato la sua vera identità. Ma le impronte digitali l'hanno inchiodato. Gli uomini del gruppo operativo antidroga del nucleo di polizia tributaria di Firenze, che hanno condotto l'operazione, hanno circondato all'alba l'abitazione di Kulla, situata a due passi dal cimitero, in una zona residenziale di Spicchio. Quindi hanno fatto irruzione nell'appartamento al secondo piano, sorprendendo nel sonno il latitante, che non ha opposto resistenza. Di fronte alla richiesta di esibire un documento di riconoscimento, Besnik, clandestino, ha fornito ai finanzieri un passaporto albanese con false generalità. Ma è stato incastrato dalla data di nascita: quella detta da lui infatti non corrispondeva a quella indicata sul documento. Il successivo controllo effettuato sulle impronte digitali ha confermato la sua vera identità e Kulla è stato arrestato. Nei confronti dell'albanese pendeva una richiesta di cattura emessa dal Tribunale di Durazzo nel maggio 2010 per detenzione e porto d'armi e munizioni da guerra. Tanto che era stato inserito anche nella lista dei ricercati sul sito internet dell'Interpol, nella sezione "ricercati per crimini contro la vita e la salute e l'uso di armi/esplosivi". La guardia di finanza fiorentina aveva individuato da tempo il suo rifugio in un condominio che ospita sei famiglie nella frazione vinciana, dove il latitante viveva da almeno un anno insieme alla compagna e alla figlia di lei. Dopo una serie di appostamenti e pedinamenti, i finanzieri sono entrati in azione e per il trentenne di Durazzo sono scattate le manette. I successivi controlli effettuati dalla finanza hanno permesso di appurare anche un'altra pendenza a carico di Kulla, riguardante un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Orvieto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Kulla dovrà scontare un anno e mezzo in carcere in Italia e solo successivamente verrà estradato in Albania. L'albanese, denunciato per l'utilizzo di documenti contraffatti, è stato quindi condotto nel carcere di Sollicciano.
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