Il Tirreno

Empoli

Un passato da star, ora di nuovo sul palco

Sara Bruni
A sinistra Giovanna Rossetti in uno scatto recente e invece in alto la cantante in una foto degli anni Sessanta quando si esibiva nelle sale di tutta la penisola anche con artisti molto conosciuti
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A sinistra Giovanna Rossetti in uno scatto recente e invece in alto la cantante in una foto degli anni Sessanta quando si esibiva nelle sale di tutta la penisola anche con artisti molto conosciuti

Giovanna Rossetti ha cantato dopo oltre 30 anni di silenzio

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 CERRETO GUIDI. E' tornata a cantare dopo oltre trent'anni di silenzio e ad accoglierla, al salone delle feste della casa del popolo, ha trovato una sala piena e traboccante di persone. Giovanna Rossetti, per dieci anni cantante professionista nella Milano degli anni Sessanta, ha suscitato l'entusiasmo dei tanti cerretesi presenti. Il suo ritorno sul palco è merito, in gran parte, di un altro cerretese Salvatore Sanna, anche lui musicista ed appassionato di ballo liscio come Giovanna, che è da nove anni la responsabile della sala da ballo di Cerreto Guidi. Quando, alcuni mesi fa si sono reincontrati, sono cominciate serate di prove per arrivare pronti all'evento che è stato un vero e proprio successo. Insieme a loro si è esibita anche un'altra giovane cantante cerretese, Eleonora Palatresi. «Una soddisfazione - racconta Giovanna - erano tanti anni che non cantavo. Basti pensare che nemmeno mio marito mi aveva mai sentito cantare così». La carriera di Giovanna Rossetti comincia prestissimo: a soli tredici anni debutta con la propria fisarmonica al teatro Smeraldo di Milano. «Quando avevo otto anni - ricorda la cantante cerretese - i miei genitori si trasferirono nella capitale lombarda per lavoro. Devo ammettere che abitare in una realtà come quella della Milano degli anni d'oro ha avuto i suoi vantaggi, come poter studiare musica sin da piccola».  Giovanna, quella ragazza che quando tornava a Cerreto era "la cugina cantante", non ha mai parlato milanese nel suo paese d'origine ed ogni volta che doveva ripartire erano pianti e giornate tristi. Dopo aver ricevuto il premio Margherita d'Oro a Viareggio a soli 16 anni, è stato di nuovo Cerreto Guidi a portare fortuna a Giovanna Rossetti, in arte Genny. Finite le scuole e diplomata segretaria d'azienda, Giovanna una sera arriva in paese e canta sul palco del moderno salone delle feste, che era stato aperto di recente. Tra il pubblico, caso volle che ci fosse anche un impresario Piras che rimase folgorato. I suoi genitori le avevano concesso un anno per dimostrare se davvero valesse: la sua carriera andò avanti per dieci. «Dal 1964 al 1974 - racconta Giovanna - una vita da zingara, sempre in giro per le piazze e i palazzetti, ma dieci anni densi di ricordi belli». Tra quelli belli, il concerto del 1º maggio del 1972 a Roma, davanti ad una miriade di persone. «Non si vedevano finire le teste - ricorda la cantante cerretese - e poi ci rubarono gli strumenti. Non saremmo potuti salire sul palco, ma li ritrovammo». Giovanna apriva i concerti e con la sua spontaneità conquistava il pubblico. E' salita sugli stessi palcoscenici di Morandi, Leali, Dalla. Ha fatto un tour per i palazzetti con Adriano Celentano, ha accompagnato Albano Carrisi, era di casa a Radio Montecarlo, incideva dischi prodotti da Alberto Testa (lo stesso che aveva scritto Grande Grande Grande di Mina). «Ho tanti ricordi che potrei scrivere un libro - scherza Giovanna - ma sono rimasta poco in contatto con quel mondo». Ad un certo punto infatti per Giovanna è stata più forte di tutto la voglia di tornare a Cerreto Guidi. «A 21 anni - dice - già mi ero fatta promettere dai miei genitori che saremmo tornati "a casa" a Cerreto e quando mio padre andò in pensione questo avvenne».

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