Il Tirreno

Empoli

Dà fuoco al bagno del treno

La stazione di Montelupo dove è scattato l’allarme
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La stazione di Montelupo dove è scattato l’allarme

Era senza biglietto, voleva far fermare il convoglio: arrestato

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MONTELUPO. Si era addormentato in treno, doveva scendere a Empoli, ma quando s'è accorto che la stazione era già passata, è andato in crisi. Ha cominciato a sbattere sui vetri, poi s'è chiuso in un bagno di un vagone e, alla fine ha appiccato il fuoco ad alcuni giornali, con il rischio di rimanere intossicato e che le fiamme potessero provocare ingenti danni.  Per questo un uomo di 45 anni, Maurizio Salerno, di San Miniato, è finito nei guai: è stato arrestato, poi, nel processo per direttissima, celebrato ieri mattina a Firenze, il giudice ha confermato l'arresto, fissando l'udienza del processo a ottobre prossimo. 

Secondo quel che è stato ricostruito attraverso le testimonianze di alcuni passeggeri del treno La Spezia-Firenze di venerdì sera, del controllore del convoglio e dello stesso protagonista della vicenda nel racconto al giudice, l'uomo era probabilmente sotto l'effetto di alcol quando, preoccupato che fosse scoperto sul convoglio senza biglietto, ha cercato di appicare il fuoco in una toilette.  Aveva prima picchiato ripetutamente contro i vetri, sperando che qualcuno aprisse la porta del treno e lo facesse scendere. Poi, quando ha capito che stava arrivando il controllore, s'è chiuso nel gabinetto. L'allarme è scattato mentre il treno attraversava la stazione di Montelupo, quando dall'interno s'è visto arrivare del fumo e dell'odore di bruciato.

Il controllore ha prima fatto evacuare un paio di carrozze a ridosso di quel vagone, poi ha aperto la porta con la chiave universale ed ha fatto uscire l'uomo che era già in fase di intossicazione da fumo. Alla stazione di Signa il treno s'è fermato, sono saliti i carabinieri della Compagnia di Signa, chiamati sul posto e lo hanno arrestato. «È stata colpa della sigaretta, il fuoco s'è acceso accidentalmente», ha raccontato al giudice durante l'udienza col rito della direttissima. Ma è un racconto diverso, quello che ha fatto il controllore del treno: «Quando ho aperto, aveva un accendino in mano. E stava appiccando il fuoco ad alcune pagine di giornale».

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