Finanza
Cancellata la notte bianca
Francesco Turchi
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Shopping serale nel centro di Empoli Mancano 100mila euro, Comune e Confesercenti si arrendono
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EMPOLI. Cancellata la notte bianca. Era stata annunciata alla vigilia delle scorse festività natalizie per il prossimo mese di giugno. Ma dopo una serie di incontri, Comune e Confesercenti si sono arresi: i centomila euro necessari per allestire un evento di rilievo, non ci sono. Almeno per ora. Se ne riparla in autunno. L'idea era nata in concomitanza con la decisione di non ripetere la mezza notte bianca, per non ripetere l'esperienza del 2009 quando l'evento che avrebbe dovuto lanciare lo shopping natalizio si rivelò un flop, tra auto parcheggiate davanti alle vetrine, scarsa pubblicità e meteo inclemente: «Niente bis - fecero sapere i commercianti lo scorso dicembre - meglio puntare su un evento primaverile con concerti, spettacoli e negozi aperti fino al mattino». Basta con gli esperimenti dunque. Meglio fare sul serio: uno sforzo collettivo per portare nel cuore della città migliaia di persone, grazie a una pioggia di piccoli e grandi eventi. Ma anche questa idea, almeno per il momento è naufragata. Conti alla mano, Confesercenti e Comune si sono arresi. Firenze, lo scorso 30 aprile, ha speso 120mila euro per organizzare un evento che ha portato in centro 130mila persone; ma anche realtà più simili a Empoli, come Pontedera (dove la notte bianca è in programma il 18 giugno), hanno speso una cifra che si aggira sui 100mila euro, in parte finanziati dalle amministrazioni comunali e in parte dagli sponsor. Uno schema che Empoli vorrebbe copiare. Ma non ora: «La notte bianca è uno dei nostri sogni. Che per il momento dobbiamo mettere da parte». Parola dell'assessore Eleonora Caponi, che da una parte è consapevole della necessità di far vivere il centro e dare ossigeno al commercio e dall'altra non può dimenticare quanto sono malconce le case dei comuni: «In questo momento - spiega - non ce la siamo sentita di stanziare 50amila euro per un evento di questo tipo. Ci sono tante famiglie che non riescono a pagare le rette dell'asilo, della mensa o del trasporto dei loro figli. Anche se avessimo a disposizione quella cifra, non sarebbe giusto indirizzarla verso un evento di una sera». E poi ci sarebbe comunque da trovare l'altra metà dei soldi tra le aziende: altra impresa non facile visti i tempi. L'idea della notte bianca è dunque accantonata. Ma forse solo temporaneamente: «Il 17 maggio incontereremo a palazzo pretorio le associazioni culturali e di categoria coinvolte nelle kermesse Apriti Centro, che caratterizzerà l'estate empolese. Questa sarà anche l'occasione per verificare se ci sono le condizioni per organizzare una notte bianca per settembre-ottobre, puntando magari più su tanti piccoli che sul grande nome, in modo da abbattere i costi». Nessun dramma da parte di Confesercenti: «Non c'era le condizioni - spiega Sauro Corsinovi - e insieme al Comune abbiamo deciso di non andare avanti, perché non era il caso di fare una cosa a metà. Ne riparleremo più avanti».
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