Il Tirreno

Empoli

Badanti nel mirino di Publiambiente

Francesco Turchi
Anche le badanti devono pagare la tassa sui rifiuti
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Anche le badanti devono pagare la tassa sui rifiuti

Controlli nelle famiglie per verificare se pagano la Tia anche per loro

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 EMPOLI. Le famiglie che hanno una badante devono dichiararlo. Altrimenti rischiano di ritrovarsi sulla bolletta della Tia gli arretrati con gli interessi di mora, ai quali si può aggiungere, dove previsto dai singoli regolamenti comunali, anche una multa a carico della badante. Sono almeno un centinaio i casi scoperti ogni anno da Publiambiente.  La caccia agli evasori non risparmia dunque le badanti, con Publiambiente che periodicamente incrocia le sue banche dati con quelle degli uffici anagrafe dei comuni del circondario dell'Empolese-Valdelsa, alla ricerca di posizioni sospette.  Ogni badante infatti costituisce un nucleo familiare a parte. Di conseguenza quando nello stesso immobile figurano residenti più nuclei, scatta l'accertamento. Per evitare guai, la famiglia che assume una badante deve immediatamente dichiararlo a Publiambiente, che inserisce la variazione nel suo archivio.  La Tariffa di igiene ambientale si compone di una parte fissa che viene calcolata sui metri quadrati dell'immobile e una parte variabile che si basa - dove non è ancora scattato il porta a porta - sul numero di componenti del nucleo familiare. Di conseguenza, chi ha la badante in casa ma non ne ha dichiarato la presenza, paga meno del dovuto. «Per scovare situazioni di questo tipo - spiega Enrico Baldacci di Publiambiente - periodicamente facciamo un incrocio tra i nostri dati e quelli dei Comuni. Indicativamente questo tipo di controlli ha una cadenza semestrale per le realtà più grandi, come ad esempio avviene per Empoli e annuale per i Comuni più piccoli».  E puntualmente con le verifiche saltano fuori delle anomalie: almeno un centinaio le famiglie del circondario pizzicate ogni anno con la badante fantasma, almeno ai fini del calcolo della tariffa sui rifiuti.  Talvolta il mancato adempimento burocratico è frutto di una semplice dimenticanza, ma in alcuni casi l'omissione è volontaria, con la famiglia in questione che evita di denunciare la presenza della badante, per non far crescere il numero di componenti del nucleo e per evitare di vedersi lievitare la parte variabile della bolletta dei rifiuti. «Se emergono delle situazioni dubbie - sottolinea Baldacci - scatta l'accertamento». Una volta chiarita la situazione con la famiglia interessata, Publiambiente calcola la Tia evasa, maggiorata dei relativi interessi di mora, a partire dalla data in cui la badante ha la residenza nell'immobile. La cifra viene caricata sulle bollette successive inviate alla famiglia che dà lavoro alla badante. Contemporaneamente Publiambiente segnala l'accertamento effettuato anche al Comune che in alcuni, se previsto dal regolamento comunale sui rifiuti, può comminare delle sanzioni direttamente alle badanti.

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