Il Tirreno

Empoli

Almeno due erano drogati

Matteo Gorelli scortato dalla polizia penitenziaria
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Matteo Gorelli scortato dalla polizia penitenziaria

Avevano fumato hashish, uno di loro aveva assunto ecstasy

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 EMPOLI. I due minorenni erano drogati. Avevano fumato hascish e uno dei due aveva anche assunto ecstasy. È l'esito delle analisi tossicologiche sui ragazzi coinvolti nel massacro di due carabinieri avvenuto a Sorano la mattina di Pasquetta. Non ancora ufficiali i risultati delle analisi su Gorelli, unico maggiorenne del gruppo e sulla ragazzina.  I quattro giovani - che restano tutti in cella, con l'accusa di tentativo di omicidio e rapina aggravata - viaggiavano a bordo della stessa vettura, guidata da Matteo Gorelli di Cerreto Guidi, fermata per controlli nei pressi di un rave party in Maremma. Dopo che il conducente è risultato positivo all'alcoltest, si è scatenata la reazione violenta del gruppetto di ragazzi (i due minorenni hanno 17 anni, mentre la ragazza 16), culminata con l'aggressione ai due carabinieri. Un'aggressione compiuta con «feroce spietatezza», come si legge nell'ordinanza con cui il gip del tribunale dei minori di Firenze ha disposto la custodia cautelare. Uno dei due militari dell'Arma, l'appuntato Antonio Santarelli, ha riportato gravi lesioni cerebrali e le sue condizioni sono tuttora molto gravi: la prognosi resta riservata. Per l'altro carabiniere, Domenico Marino, ferito in particolare ad un occhio, le condizioni sono invece in progressivo miglioramento.  Ieri intanto sono stati resi noti i primi risultati delle analisi tossicologiche svolti all'Istituto forense di Siena. Sia l'artigiano di Vinci, sia l'altro minorenne, che lavora coi genitori in un locale dell'Empolese, sono risultati entrambi positivi ai cannabinoidi e uno di loro anche all'ecstasy. Nelle prossime ore dovrebbero essere ufficializzati anche i risultati relativi a Gorelli e all'altra minorenne.  I quattro intanto restano tutti in cella. Secondo il giudice le versioni dei minori sono «contraddittorie» e i tre non sono credibili quando cercano di addossare la colpa al solo maggiorenne del gruppo, Gorelli. C'è un elemento decisivo che sostiene la convinzione del gip Bianca Bellucci: il fatto che i carabinieri siano stati massacrati non solo con il palo di legno trovato sul ciglio della strada, ma anche con una torcia degli stessi carabinieri. Il palo di legno è stato spezzato: i due tronconi presentavano sangue sia agli apici sia ai lati. Vicino ai due militari feriti gli investigatori hanno rinvenuto anche una torcia - di quelle in dotazione all'Arma - rotta all'altezza del gruppo ottico e con tracce ematiche. I ragazzi se ne sarebbero quindi impossessati e l'avrebbero utilizzata nell'aggressione. Un dettaglio questo che dimostra che gli aggressori sono stati più di uno.  Intanto oggi l'avvocato Luca Tafi di Castelfiorentino, che difende Gorelli insieme al collega grossetano Francesco Giambrone, incontrerà nuovamente il suo assistito, anche per definire i dettagli dell'incontro, che potrebbe avvenire già domani, tra Matteo e i suoi genitori.

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