La manifestazione
Quando il sindaco Rosa si dimise
Castello rievoca uno dei momenti più difficili della sua storia Occhipinti: quei fatti una lezione ancora viva 90 anni dopo
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CASTELFIORENTINO. Novant'anni fa, il 2 maggio 1921, il sindaco di Castelfiorentino Guglielmo Rosa, eletto dal consiglio comunale scaturito dalle elezioni dell'ottobre 1920, rassegnava le dimissioni sotto l'incalzare delle violenze e delle intimidazioni fasciste. Insieme al sindaco, rassegnavano le dimissioni anche i consiglieri di maggioranza, che venivano rese note alla cittadinanza attraverso un manifesto. Ieri, in occasione del 90º anniversario di quel difficile momento storico ricostruito da Francesco Corsi durante le celebrazioni per il 25 aprile, il sindaco Giovanni Occhipinti ha voluto ricordare i contenuti di quel manifesto, ultimo atto da parte di un sindaco che si era trovato di fronte a un angoscioso dilemma: proseguire la lotta contro il fascismo fino alle estreme conseguenze (e magari con un bagno di sangue) oppure farsi da parte. Guglielmo Rosa optò per la seconda soluzione, ma non rinunciò a pubblicare il suo j'accuse contro il fascismo e lo Stato che lo aveva protetto. «Il fascismo - si legge nel manifesto - al quale tutto è permesso, strappando le leggi più elementari del vivere civile, ha imposto le dimissioni degli amministratori comunali. Con questo atto di violenza compiuto contro i vostri legittimi Rappresentanti il fascio ha voluto lanciarvi una sfida nella speranza, se da voi accolta, di trascinarvi in una lotta ad armi impari... Nel periodo della nostra Amministrazione nessuno abuso è stato da noi commesso a danno di alcuno e possiamo affermare a fronte alta di avere agito correttamente... Della vostra generosità, della vostra solidarietà, non abbiamo mai dubitato: anche noi provammo il vostro stesso disgusto ed avremmo voluto, al primo impulso insieme a voi, difendere gli stessi diritti; ma per la serenità necessaria a tutti i forti e da uomini onesti quali ci riteniamo noi vi invitiamo a mantenervi calmi e sereni per non lanciarvi in una lotta isolata, che in questo momento tornerebbe a nostro svantaggio... questo che, in apparenza, potrebbe sembrare un atto vigliacco è un atto di forza e di coraggio». «Queste nobile e fiere parole e il ricordo di questa data assurgano - sottolinea il sindaco Occhipinti - a monito imperituro dell'importanza della libertà per la vita democratica delle istituzioni pubbliche, nonché dei pericoli che queste si trovano ad affrontare quando le crisi sociali, politiche, economiche, morali devastano i principi e le basi stesse della civile convivenza del corpo sociale».
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