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Dopo la scoperta della droga nellistituto
Poca sicurezza nell'Opg denuncia di un sindacato
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MONTELUPO. Dopo la notizia che nell'Opg di Montelupo è entrata droga, arriva la reazione del sindacato Ugl medici. «Innanzi tutto con quali criteri sono accordati i permessi e le licenze - si chiede a nome del sindacato il neuropsichiatra Ugo Catola - e a chi sono affidati i detenuti internati? A queste due domande possiamo rispondere che i criteri sono vaghi e indeterminati e la scelta delle persone non segue criteri prestabiliti in positivo, in quanto così prevede il nuovo ordinamento penitenziario vecchio di trentacinque anni!» Per quanto riguarda i permessi-licenze tutto «si basa sulla discrezionalità - va avanti - del magistrato di sorveglianza, che si avvale di una relazione firmata dal direttore sanitario dell'istituto, che si avvale a sua volta del parere di un gruppo di esperti il gruppo di osservazione e trattamento che emette pareri spesso ineffabili e inafferrabili per i comuni mortali, avvolto come'è da un alone di mistico distacco e irraggiungibile superiorità». I dubbi emergono dunque sull'affidamento. «Gli accompagnatori dovrebbero essere affidabili in base a criteri obiettivi come l'appartenenza ad una categoria professionale e non semplicemente attinti dal mondo del volontariato che per quanto animati da buone intenzioni, non possiedono una professionalità specifica e spesso sono vittime di internati ad alta valenza delinquenziale oltre che affetti da gravi psicopatologie - spiega ancora Catola - abbiamo assistito a casi clamorosi di allontanamenti dove gli accompagnatori si limitavano a dare degli appuntamenti di rientro ai detenuti, che spesso li disertavano, avendo in pratica carta bianca per la commissione di nuovi reati». E conclude: «Data la maggiore sensibilità sociale ai problemi della sicurezza la permissiva legislazione del 1975 non può non essere riformata, per non incidere negativamente sulle già disastrate condizioni del nostro tessuto sociale. Questo non toglie che nelle more della riforma non si vada a ricercare la responsabilità della direzione sanitaria dell'Opg, che firma le relazioni che vanno sul tavolo del magistrato».
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