Il Tirreno

Empoli

Abusi edilizi, 400 sopralluoghi

Marco Pagli
Abusi edilizi, 400 sopralluoghi

Accertati 250 illeciti, denunciati venti proprietari

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EMPOLI. In alcuni casi si tratta di malcostume all'italiana, in altri di negligenza, in altri ancora di veri e propri reati puniti penalmente. La materia degli abusi edilizi è complessa e articolata, ma non per questo poco praticata dai cittadini. Nel 2010, infatti, i vigili hanno effettuato circa 400 sopralluoghi accertando oltre 250 illeciti.

Numeri abbastanza importanti, insomma, che denotano negli empolesi una certa noncuranza delle regole. Delle 250 irregolarità ravvisate venti sono quelle più gravi, per le quali cioè i trasgressori riceveranno delle sanzioni penali. Per le altre, invece, verranno comminate ammende amministrative.

«I dati che sono relativi agli illeciti edilizi denunciati lo scorso anno sono rilevanti - dice l'assessore alla polizia municipale del Comune di Empoli, Filippo Torrigiani - e vanno esaminati con attenzione perché indicano uno scarso rispetto delle norme relative alla costruzione e all'urbanistica». «Siamo soddisfatti, comunque, - va avantio l'assessore Torrigiani - del solerte e attento lavoro svolto dai nostri vigili, che hanno portato alla luce le irregolarità».

Tra gli abusi penalmente rilevanti (per i quali viene emesso un decreto penale di condanna che tramuta la pena in sanzione pecuniaria) i più frequenti riguardano aumenti di volume illegali in immobili già esistenti per i quali non c'è un permesso edilizio. Ma non mancano casi assai più eclatanti di costruzioni ex novo su aree non edificabili che la polizia municipale ha già provveduto a sequestrare.

Più articolato, invece, è l'universo degli illeciti amministrativi (per i quali vengono applicate delle multe che si aggiungono alle spese ordinarie e che equivalgono al doppio degli oneri di concessione). Mansarde che son o state riadattate senza permesso, soffitte trasformate in monolocali senza permesso di abitabilità, terrazze allargate rispetto a quanto dichiarato nella dia (denuncia di inizio attività), impianti di condizionamento in edifici vincolati e ancora casi di cattiva manutenzione su caldaie e tubature e l'elenco potrebbe continuare all'infinito.

Sono state oltre duecento le fattispecie di questo tipo, per le quali non sono state chieste le necessarie autorizzazioni ma che di fatto non violano i piani edilizi e urbanistici. Dal bilancio del settore edilizia emerge anche un altro fatto abbastanza curioso, che attiene a come vengono scoperti gli abusi.

Il grosso dell'attività della polizia municipale in questo settore, infatti, riguarda la verifica di segnalazioni che provengono da privati cittadini. Nella maggior parte dei casi a denunciare le situazioni di irregolarità sono gli stessi vicini di casa. Proprio così, i più attenti controllori della regolarità dei lavori di casa sono spesso dirimpettai oppure condomini, che segnalano poi gli abusi all'autorità.

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