Il dolore
Raid nelle sedi delle società sportive
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Il presidente dellAtletica Claudio Marchetti e a destra la sede della Pallavolo I dirigenti esasperati: «Il Comune ci aiuti»
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EMPOLI. «Adesso basta. Il Comune ci deve dare una mano». È il grido d'aiuto delle società sportive, le cui sedi sotto la Maratona dello stadio Castellani di Empoli, sono state nuovamente prese di mira dai ladri la notte scorsa. Un raid che arriva a distanza di neanche tre mesi da quello precedente, che aveva fruttato ai malviventi soldi e computer. Stavolta il bottino è stato decisamente più magro, anche perché le società ormai cercano di non tenere più nei loro uffici oggetti di valore e contanti, spiccioli compresi. Ma i vari sodalizi cittadini sono comunque esasperati. Ad avere la peggio è stata la Geas (Gruppo empolese attività subacquea): «Ce ne siamo resi conto stamani, con tanta amarezza. Non sappiamo ancora che cosa abbiano portato via - racconta il presidente Sandro Matteucci - perché dobbiamo fare l'inventario. Ma ora il problema sta diventando serio. La nostra sede funziona anche da magazzino per l'attrezzatura, spesso costosa, che non possiamo certo portarci a casa, perché è a disposizione dei soci. Il problema è che entrare qui dentro, come dimostrano i fatti, è fin troppo facile. E poi iniziamo ad avere paura anche per la nostra sicurezza, anche perché spesso rimaniamo quì la sera anche fino a mezzanotte. Ho parlato anche con le altre società: insieme chiederemo un intervento del Comune, perché così non si può andare avanti ». L'ammontare della refurtiva è da quantificare, ma intanto per l'ennesima volta c'è da rimettere in ordine e cambiare la serratura, dopo che i ladri l'hanno forzata. Stessa musica nella sede della società empolese di pallavolo: «Siamo qui, ancora una volta, a rimettere in ordine. A prima vista non hanno portato via niente, anche perché in una sede di una società di volley come la nostra possono trovarci ben poco di valore. Dispiace che a distanza di appena tre mesi siamo di nuovo qui, a rimettere fogli e cartelline negli armadi». I ladri hanno visitato anche la sede della Figc; anche in questo caso non hanno trovato niente di interessante da portarsi via, ma intanto il danno resta: «Siamo stufi - dice un dirigente - perché questo ormai è un "porto di mare", dove chiunque entra indisturbato. Il Comune deve intervenire, altrimenti rischiamo tra due mesi di trovarci di nuovo quì, a parlare della stessa cosa, dopo un altro furto». F.T.
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