Sicurezza
Gli aggressori erano almeno due
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Il palo di legno, spezzato in due, con cui sono stati colpiti i carabinieri I carabinieri colpiti con un palo in legno e una torcia
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EMPOLI. Feroce spietatezza, nessuna dimostrazione evidente di pentimento né di preoccupazione per le condizioni dei due feriti, versioni contradditorie. Sono definizioni e giudizi contenuti nell'ordinanza con cui il gip del tribunale dei minori ha motivato la convalida dell'arresto dei 3 ragazzini in carcere per il tentato duplice omicidio dei carabinieri. Nell'ordinanza il gip Bianca Bellucci, ricordando alcuni passaggi dell'aggressione, come il furto del verbale, parla di «lucidita» della condotta. Secondo il giudice le versioni dei minori sono «contraddittorie» e i tre - fra cui una ragazzina - non sono credibili quando cercano di addossare la colpa al solo maggiorenne del gruppo, Matteo Gorelli, 19 anni. Per il giudice, sia le modalità dell'aggressione sia la gravità delle lesioni provocate ai carabinieri fanno infatti ritenere che ad agire sia stata più di una persona - anche se ancora deve essere ricostruita la dinamica esatta - e che ci sia pericolo che un tale comportamento possa ripetersi. C'è un elemento decisivo che sostiene la convinzione del giudice: il fatto che i carabinieri siano stati massacrati non solo con il palo di legno trovato sul ciglio della strada ma anche con una torcia degli stessi carabinieri. Il palo di legno è stato spezzato: i due tronconi presentavano sangue sia agli apici sia ai lati. Vicino ai due militari feriti gli investigatori hanno rinvenuto anche una torcia - di quelle in dotazione all'Arma - rotta all'altezza del gruppo ottico e con tracce ematiche. I ragazzi se ne sarebbero quindi impossessati e l'avrebbero utilizzata nell'aggressione. Un dettaglio questo che dimostra che gli aggressori sono stati più di uno, non solo dunque il maggiorenne del gruppo, Matteo Gorelli, come i tre minorenni hanno sostenuto davanti al gip. Inoltre il giudice ha tratto l'impressione che i tre ragazzini non abbiano dimostrato né un evidente pentimento né preoccupazione per le condizioni dei due carabinieri, uno dei quali ha riportato gravi lesioni cerebrali mentre l'altro rischia un occhio. Dai familiari dei minorenni e dell'unico maggiorenne, Matteo Gorelli, in questi giorni sono arrivate numerose attestazioni di vicinanza e solidarietà alle due vittime dell'aggressione. I minori, invece, ancora non si sarebbero resi pienamente conto di quanto avvenuto, anche se la ragazzina avrebbe pianto spesso. Intanto l'avvocato Francesco Giambrone ieri è tornato nel carcere di Grosseto per parlare con Gorelli. «Fa fatica a ricostruire l'accaduto - ha detto il difensore - la consapevolezza di quel gesto sta crescendo giorno dopo giorno ma non riesce ancora a raccontare con lucidità quanto è accaduto. Matteo è rimasto davvero male quando ha letto ciò che i suoi amici hanno detto. Certo è che in pochi minuti è difficile che un ragazzo da solo possa aver fatto tutto quello che gli viene contestato». Infine dovrebbe conoscersi oggi l'esito delle analisi tossicologiche per capire se i quattro avevano fatto uso di droga ed eventualmente di che tipo e in che misura. In particolare, gli investigatori stanno attendendo gli esiti dei test sull'assunzione di ketamina.
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