Il Tirreno

Empoli

Rapina il kebab per una birra

Filippo Cioni
<b>LA VITTIMA</b>. Abbas Qamar, il gestore del locale rapinato
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LA VITTIMA. Abbas Qamar, il gestore del locale rapinato

Punta il coltello alla gola del titolare: «Ho sete». E ruba anche un cellulare

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 EMPOLI. «Ha preso il coltello da cucina che avevo dietro al bancone, me lo ha puntato alla gola e mi ha detto di dargli da bere». A raccontare turbato l'accaduto è Abbas Qamar, titolare del kebab Ali Baba di via Del Papa. Vittima di una rapina in pieno centro che poteva finire male.  Accade tutto verso le 21,30 di mercoledì. Un immigrato di origine marocchina di trentasei anni con precedenti e clandestino, entra nell'esercizio di via Del Papa in pieno centro città. Si avvicina minaccioso al bancone, lo supera e prima che il titolare possa impedirglielo afferra un grosso coltello da cucina e glielo punta direttamente alla gola. «Mi ha detto di dargli da bere che aveva sede - spiega ancora turbato Qamar, pakistano che da alcuni anni ha aperto la sua attività nel centro cittadino - avevo la lama del coltello, un grosso utensile da cucina con cui taglio solitamente il pane, a pochi centimetri dal collo. Ho avuto il coraggio di allontanarmi e minacciare di chiamare i carabinieri. Forse per questo il rapinatore si è impaurito e ha deciso di puntare a prendere solo una birra dal frigorifero e il cellulare che avevo accanto a me sul bancone».  Anche perché da fuori alcuni ragazzi che hanno assistito alla scena (il locale all'interno era vuoto al momento della rapina) hanno iniziato ad inveire contro il marocchino dicendogli di andarsene. «Ha capito che le cose si stavano mettendo male - continua Qamar - allora ha lasciato cadere il coltello, si è preso il cellulare, da bere ed è scappato via. Sono stati momenti di vero terrore».  Oltre al magrissimo bottino il protagonista della cronaca nera cittadina ha rimediato anche un arresto. Subito dopo la rapina è scappato a piedi per le vie del centro andando poco lontano: sono bastati pochi minuti per essere intercettato e raggiunto da una pattuglia dei carabinieri, allertati nel frattempo da Qamar. È stato arrestato mentre era intento a bersi la birra rubata poco prima, ora si trova nella caserma di via Tripoli in attesa del processo per direttissima. «Spero che i miei guai con lui siano finiti - sbotta sollevato Qamar - non era la prima volta che mi dava fastidio. Purtroppo questa zona della città è poco sicura e io ai carabinieri l'ho fatto presente più volte».

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