La manifestazione
Muore di polmonite a 50 anni
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Sopra Pall Syrinder e a destra Malvina Merdita in agenzia Ma la salma è parcheggiata in obitorio: per il rimpatrio servono 7mila euro
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FUCECCHIO. È morto in un letto di ospedale. Stroncato dalla polmonite a 50 anni. Pall Syrinder, che da tempo viveva a Fucecchio, era arrivato in Italia 8 anni fa e da allora l'ha girata in lungo e in largo. Da sfruttato. Da uno che lavorava nei circhi per 10 euro al giorno. Da fantasma. Senza diritti. Senza poter comprare farmaci. Ora la salma è parcheggiata in un obitorio di Cagliari. Per riportarla in India servono 7mila euro. E l'agenzia che gli stava dando una mano lancia una raccolta fondi. Viveva come sospeso, in attesa di un futuro che non è arrivato. Il suo domani era rappresentato dal permesso di soggiorno, punto di partenza per trovarsi un lavoro e far venire in Italia anche la moglie e i quattro figli. Nel frattempo faceva la vita dello sfruttato per sopravvivere e pagarsi i viaggi in nave verso Cagliari, dove aveva trovato un medico che si era preso a cuore la sua salute. Lunghi viaggi, notti passate un po' dove capitava. Nonostante la polmonite, che alla fine l'ha ucciso. negandogli la gioia di rivedere la moglie, i suoi quattro figli, la terra dove è nato. Pall è morto nel giorno di Pasquetta; domenica, nel giorno della festa dei lavoratori, avrebbe compiuto cinquant'anni. Il sogno è finito, ma la maledizione continua. Per riportarlo nella sua terra occorrono settemila euro: «Pall - racconta Malvina Merdita dell'Agenzia per stranieri Area assistenza di viale Buozzi a Fucecchio - ha vissuto con grande dignità. Ed è questo che ci spinge a impegnarci per garantirgli quest'ultimo viaggio». «È venuto nella nostra agenzia dopo aver usufruito della sanatoria del 2009 sull'emersione del lavoro in nero di colf e badanti. Pall mi ha raccontato che si era affidato a un datore di lavoro fittizio, che si era preso gioco anche di altri clandestini. Da tutti aveva riscosso migliaia di euro, avviando poi la pratica per la richiesta di permesso di soggiorno come lavoratore domestico». Che non sarebbe mai arrivata. Quando l'ha capito si è rivolto all'Agenzia per stranieri di Fucecchio: «Ci siamo visti arrivare questa persona molto gentile, con un sorriso smagliante, con un modo di fare elegante, nonostante subisse uno sfruttamento quotidiano. Ma lui sorrideva sempre, era fiducioso che presto avrebbe avuto il permesso di soggiorno, grazie al quale avrebbe potuto rivedere la sua famiglia "Per favore signora, aiutami, tu sei brava, mi fido di te" mi ripeteva spesso». Era fiducioso, nonostante le sue condizioni fisiche si stessero aggravando: «Camminava lentamente - racconta Malvina - come trascinato e sfinito dalla malattia. Era clandestino e quindi non aveva diritto all'assistenza sanitaria. Soltanto quando stava malissimo andava al pronto soccorso». Lo scorso gennaio la situazione è precipitata: «Ha preso la polmonite mentre era in Sardegna. È andato in ospedale a Cagliari, dove ha trovato un medico che si è preso cura di lui. Da allora ha iniziato il pellegrinaggio in nave». Con il pensiero fisso al permesso di soggiorno: «È venuto da noi anche con la febbre a 40. Chiedeva se c'erano notizie dalla Prefettura di Pisa. Ma non c'erano novità, anche se la situazione si era sbloccata e la pratica era finalmente a buon punto. Allora si demoralizzava e il giorno dopo tornava, nonostante la pioggia e il freddo. Mi chiedeva quali integratori fossero necessari per il suo recupero. Stava un po' con noi e poi se ne andava promettendo che si sarebbe riguardato». Tutto questo fino a due settimane fa: «Poi non ho più avuto notizie. Fino a ieri (martedì, ndr), quando un suo amico è venuto a dirmi che Pall è morto all'ospedale Binaghi di Cagliari. La famiglia non è ancora stata avvertita. Alcuni suoi amici si sono rivolti all'ambasciata indiana a Roma, dove è stato spiegato loro che per il rimpatrio della salma l'agenzia specializzata chiede 7mila euro». Ed è scattata la molla: «Vogliamo fare qualcosa di importante per qualcuno che dalla vita ha avuto poco e che viveva nell'attesa di essere regolarizzato. Vorremmo che chi di Pall si è approfittato si mettesse una mano sulla coscienza. Ma contiamo anche sulla solidarietà di chi non lo conosceva. A noi ha dato tanto e faremo di tutto per farlo tornare a casa. Domani (oggi, ndr), apriremo un conto corrente dedicato proprio a questa iniziativa, con l'auspicio che associazioni e cittadini ci diano una mano: Pall se lo merita».
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