Il Tirreno

Empoli

La madre di uno dei minorenni a tu per tu col figlio

L’avvocato Luca Tafi che difende Matteo Gorelli all’uscita dal carcere di Grosseto
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L’avvocato Luca Tafi che difende Matteo Gorelli all’uscita dal carcere di Grosseto

I tre sono reclusi nel centro di prima accoglienza di Firenze per concorso in tentato duplice omicidio

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 EMPOLI. «Piangeva, era sconvolto». E lei ha contraccambiato i fiumi di lacrime vedendo il suo ragazzo in una stanza del centro di prima accoglienza di Firenze. Un incontro di pochi minuti per portargli qualche indumento dopo il fattaccio successo lunedì mattina a Sorano. E' stato brevissimo il colloquio della mamma di Limite, l'unica delle quattro che ha potuto stringere il figlio per pochi attimi (l'altro giovane è di Vinci e la ragazza abita a Lastra a Signa).  Un momento particolarmente straziante anche perché ancora gli avvocati non hanno avuto il permesso dalla procura di incontrare i tre minorenni, tutti al momento rinchiusi al centro di prima accoglienza di Firenze. La procura dei minori ha chiesto la convalida degli arresti. Come per il maggiorenne Matteo Gorelli, anche per loro l'accusa è concorso in tentato duplice omicidio, rapina e resistenza. Per loro non è stata ancora fissata l'udienza che potrebbe svolgersi anche oggi.  «Siamo in attesa di poter incontrare il ragazzo - spiega l'avvocato Elena Benucci del foro di Firenze che con il collega Paolo Russo segue il giovane che lavora in un locale dell'Empolese e che vive a Limite - ancora non abbiamo saputo niente. Di sicuro lo vedremo prima dell'udienza di convalida che sarà fissata per domani (ndr oggi) o al massimo giovedì mattina».  «La mamma è sconvolta - spiega ancora l'avvocato Elena Benucci - non riesce a capire quello che sia potuto accaduto. Tra l'altro nessuna delle famiglie era al corrente della trasferta in Maremma da parte dei ragazzi». La mamma lo aveva salutato a mezzonotte di domenica dopo che il ragazzo aveva lavorato per tutto il giorno insieme a lei nel locale.  «Mi ha chiesto di poter uscire con gli amici - ha raccontato la donna - e io gli ho concesso il permesso perché aveva lavorato tutta la settimana, compreso il giorno festivo. Ma non mi aveva detto che sarebbe andato così lontano».  «Sono distrutti, preoccupati, costernati e increduli - spiega ancora l'avvocato Elena Benucci - la famiglia esprime profonda vicinanza ai due carabinieri feriti e alle loro famiglie».  Al momento, invece, i genitori del ragazzo di 17 anni (che lavora come apprendista in un'attività artigianale della zona), anche tramite i loro legali, non hanno rilasciato ancora alcuna dichiarazione sulla vicenda.  Anche il giovane residente a Vinci e la ragazza di Lastra a Signa, che ha sedici anni, sono nel centro di Firenze, che si trova in via Orti Oricellari, che è non tanto una struttura carceraria quanto una "residenza".  I minori sono assistiti da psicologi e anche da assistenti sociali, oltre che da agenti in borghese.  Nel caso in cui vengano convalidati gli arresti, sarà il giudice poi a individuare le strutture più idonee per accogliere i minorenni. L.A.

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